Si apre uno spiraglio per abbattere i costiu dell’energia e ridurre le bollette dei siciliani. La vede così il Presidente della regione renato Schifani dopo l’intervento del Presidente dell’autorità unica Arera che ha aperto alla possibilità di superare il prezzo unico nazionale a dare il via ai “prezzi zonali” ovvero a tariffe locali che possano essere più basse nelle aree dove si produce energia rinnovabile.
Cosa ha detto il Presidente di Arera
“Il Pun medio 2025 (Prezzo unico nazionale dell’elettricità) è stato di 115,9 euro al Megawattora (+7% sul 2024), il più alto tra le principali borse europee. I prezzi italiani restano strutturalmente superiori a quelli di Francia (61,1 euro/MWh) e Spagna (65,3 euro/MWh), per la forte dipendenza dalla generazione a gas” ha sottolineato il presidente dell’Arera, l’agenzia pubblica dell’energia, acqua e rifiuti, Nicola Dell’Acqua, nella sua relazione annuale, presentata alla Sala della Regina della Camera dei deputati.
il Presidente Nicola Dell’Acqua ha confermato l’intenzione di superare il PUN con la piena implementazione dei prezzi zonali: benefici per gli utenti nelle zone dove l’energia costa meno grazie alle rinnovabili.
Schifani: “La Sicilia ne avrà un vantaggio”
“La Regione Siciliana ha più volte richiamato l’attenzione del governo nazionale e delle autorità competenti e dopo la relazione annuale Arera contatteremo il presidente Dell’Acqua per una svolta importante per la competitività della nostra Isola e per il contenimento dei costi energetici” scrive questa mattina sui social il Presidente della Regione per il quale l’apertura ai prezzi zonali è una buona notizia.
La Sicilia, infatti, è uno dei principali produttori in Italia di energia da fonti rinnovabili e dunque l’applicazione di un prezzo zonale dovrà far scendere il costo locale dell’energia, materia sulla quale la Regione interloquisce da tempo con Roma.
La produzione siciliana e il paradosso energetico
Secondo gli ultimi dati disponibili la Sicilia ha superato i traguardi fissati dal Ministero raggiungendo 2.759 MW di potenza installata da fonti rinnovabili, con un vero e proprio boom nel settore fotovoltaico (+925 MW). L’energia verde prodotta copre circa il 25,7% della produzione elettrica totale netta regionale, arrivando a superare i 5.083 GWh annui. L’Isola è la prima regione d’Italia per produzione di energia eolica e la quinta per il fotovoltaico.
L’Isola dovrà, però risolvere il suo “paradosso energetico”. Pur producendo e autorizzando quantità record di energia pulita (circa 10,7 GW autorizzati anche se solo 3 attivi), si ritrova spesso costretta a importare energia e a pagare bollette molto elevate a causa di una rete di trasmissione elettrica e di accumuli non ancora completati.
Una battaglia di equità
“Fin dall’inizio della legislatura ho sostenuto con forza una battaglia di equità per la Sicilia: quella del superamento delle distorsioni che penalizzano cittadini e imprese nel mercato dell’energia elettrica. Per questo considero molto importante quanto dichiarato dal presidente di Arera, Nicola Dell’Acqua, nella relazione annuale, quando ha indicato il percorso verso il superamento graduale del Prezzo unico nazionale e la piena applicazione dei prezzi zonali” detto il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani.
“Si tratta – ha aggiunto il presidente – di un tema che seguo da tempo e sul quale la Regione Siciliana ha più volte richiamato l’attenzione del governo nazionale e delle autorità competenti. La Sicilia produce una quota rilevante di energia, soprattutto da fonti rinnovabili. È quindi giusto che questo vantaggio possa tradursi in benefici concreti per famiglie e imprese del territorio con un prezzo zonale dell’energia inferiore rispetto al prezzo unico nazionale. Per questo contatteremo immediatamente il presidente Dell’Acqua per approfondire tempi, modalità e ricadute concrete di questa riforma, con l’obiettivo di comprendere come procedere e come tutelare al meglio gli interessi dei siciliani. È un passaggio che seguiremo con la massima attenzione, perché può rappresentare una svolta importante per la competitività della nostra Isola, per l’attrazione degli investimenti e per la riduzione del costo dell’energia”.






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