E’ stata rinviata al 7 luglio l’udienza preliminare nei confronti degli otto imputati della strage di Casteldaccia (Palermo) al tribunale di Termini Imerese. Nella strage del 6 maggio 2024 morirono cinque operai e altri due rimasero gravemente feriti.
Nel procedimento sono indagate sei persone fisiche e due società, che rispondono di omicidio colposo plurimo, visto che gli operai rimasero soffocati dai gas tossici mentre erano impegnati nello spurgo di una vasca fognaria dell’Amap, l’azienda Acquedotto del Comune di Palermo, che gestisce impianti idrici e fognari anche in vari Comuni della provincia.
Bisogna assegnare il procedimento ad un altro gup. Il giudice Alessandra Marino che doveva decidere se mandare a processo gli imputati sarebbe risultata incompatibile per altri interventi nello stesso procedimento. Imputati sono Wanda Ilarda, dirigente dell’ufficio appalti Amap, Salvatore Rappa, responsabile del procedimento; Girolamo Costa, capo del servizio prevenzione e protezione; Sergio Agati, direttore dell’impianto di Casteldaccia; e Gaetano Rotolo, all’epoca direttore dei lavori, Nicolò Di Salvo, legale rappresentante della Quadrifoglio Group, la ditta di Partinico (Palermo) che aveva ricevuto il subappalto da centomila euro per la rimozione dell’ostruzione nella condotta. Imputate anche Amap e Quadrifoglio Group, a cui viene contestata la responsabilità amministrativa.
Il 6 maggio di due anni fa nell’impianto morirono Epifanio Alsazia, 71 anni; Ignazio Giordano, 59; Roberto Raneri, 51; Giuseppe Miraglia, 47, e l’impiegato interinale dell’Amap, Giuseppe La Barbera di 28 anni. Rimasero gravemente feriti Domenico Viola e Giuseppe Scavuzzo, entrambi operai della Quadrifoglio, che avevano tentato di tirare fuori i compagni.






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