Diciassette parrocchie, sei associazioni civiche e tanti cittadini comuni. palermo scende in piazza contro al violenza di strada dopo i drammatica fatti di Monreale, dopo una strage senza un perché che denuncia una condizione giovanile fuori controllo.

Che a rispondere fossero le associazioni era stata una richiesta, un appello chiaro dal vice sindaco di Palermo. ‘A reagire a questa assurda violenza devono essere gli stessi giovani, Solo i giovani possono dare un segnale ai giovani, così si deve spezzare la catena di violenza, questa escalation assurda’ era stato, in sostanza, l’appello che Giampiero Cannella aveva lanciato nei giorni scorsi a margine di un evento di Fratelli d’Italia in un grande albergo palermitano.

Il corteo da Piazza Marina

Così ieri sera da da piazza Marina è partito il corteo che ha attraversato il centro città in silenzio con le fiaccole accese in mano. Un corteo in memoria dei tre ragazzi uccisi a Monreale e per dire no alla violenza di strada.

In testa c’era uno striscione significativo: “Non uccidere, la vita è sacra” c’era scritto in quel messaggio semplice, quasi scontato ma non oggi.

Un segnale forte

Un corteo che vuole lanciare un segnale forte per chiedere alle istituzioni maggiore attenzione al centro come alle periferie. maggiore attenzione a quel che avviene nelle strade dalla diffusione della droga, alla presenza din troppi giovani che girano armati di coltelli ma anche di pistole sempre più facili da reperire.

La sera prima si era tenuta una veglia nella chiesa dello Zen e quella veglia ha lasciato l’amaro in bocca. Solo poche decine di persone a ricordare le vittime di monreale nel quartiere da dove vengono i due arrestati, fino ad oggi, per quella strage. Il quartiere, dove vivono anche tante persone per bene, non ha dato un bel segnale,m probabilmente vinto dalla paura di schierarsi.

In piazza, invece, erano in tanti provenienti da quartieri difficili. C’erano il comitato Kalsa, il circolo Vivi Ballarò, l’Oratorio Vivo, il comitato piazza Magione, l’Associazione Identità Giovane e Idea e Azione. Quartieri difficili rappresentai da associazioni che vi operano ogni giorno.