L’ufficio studi del gruppo Tecnocasa ha pubblicato l’aggiornamento dei tempi medi di vendita degli immobili nelle grandi città italiane, riferito a gennaio 2026. Il mercato residenziale conferma una sostanziale stabilità: per concludere una compravendita nelle principali aree urbane servono in media 108 giorni, un valore praticamente identico a quello registrato un anno fa (109 giorni).
Le tempistiche nelle principali città
A Palermo servono in media 124 giorni nel capoluogo e 133 nell’hinterland. Milano si conferma la città più dinamica del Paese, con un tempo medio di vendita pari a 88 giorni, nonostante un lieve rallentamento rispetto al 2025 (+5 giorni). Seguono Bologna con 91 giorni e Firenze con 101 giorni, che mantengono performance elevate e indicano una domanda ancora vivace nei rispettivi mercati urbani. Il quadro cambia nelle città dove il mercato mostra maggiore prudenza. A Torino servono 103 giorni, mentre Napoli e Roma si attestano entrambe su 104 giorni. Tempi più lunghi emergono a Verona (110 giorni). Le città più lente risultano Bari, con 126 giorni, e Genova, che registra il valore più elevato tra le grandi città: 133 giorni.
L’andamento dell’hinterland metropolitano
L’analisi Tecnocasa evidenzia anche l’andamento delle aree dell’hinterland metropolitano, dove i tempi medi risultano più lunghi ma in miglioramento: 136 giorni, contro i 142 del 2025. A Palermo sono necessari 133 giorni mentre le zone più dinamiche sono l’hinterland di Firenze (109 giorni) e quello di Verona (122 giorni), mentre le aree più lente si registrano attorno a Genova (171 giorni) e Torino (157 giorni). In generale nei capoluoghi di provincia, chi decide di vendere casa deve mettere in conto mediamente 127 giorni, cinque in meno rispetto all’anno precedente. Un segnale che indica una leggera accelerazione delle transazioni, favorita da una domanda più selettiva ma ancora attiva e da una maggiore attenzione alla corretta valutazione degli immobili.
La situazione complessiva
Il quadro complessivo restituisce un mercato immobiliare che, pur con differenze territoriali significative, mantiene una buona tenuta. Le città più attrattive continuano a registrare tempi di vendita contenuti, mentre nelle aree meno dinamiche si osserva un fisiologico allungamento dei processi, legato a fattori economici, demografici e alla diversa qualità dell’offerta immobiliare.






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