Dopo il no alla legge regionale di Riforma degli enti Locali che prevedeva il terzo mandato per i sindaci dei comuni fra 5 e 15mila abitanti, e dopo la sentenza della Corte Costituzionale che, pur non pronunciandosi su fatti siciliani, ha messo le basi per sostenere che è illegittimo impedire l’applicazione di una legge nazionale in forza dell’Autonomia Speciale, l’Ars ci riprova.
Un disegno di legge di recepimento secco
E’ stato il Presidente dell’Ars Gaetano Galvagno a convocare, ieri, una conferenza dei capigruppo urgente e portare la proposta di un disegno di legge di recepimento secco della norma nazionale anche alla luce della minaccia di una quindicina di sindaci uscenti di candidarsi comunque e poi portare nei tribunali l’eventuale rifiuto alla loro candidatura.
Alla fine l’accordo nella maggioranza è stato trovato per un disegno di legge secco in due articoli che rende applicabile nell’isola le disposizioni nazionali. La proposta viene elaborata dalla Commissione Affari Istituzionali in settimana, ci sarà tempo fino a venerdì per gli emendamenti. Martedì 10mprevisto che la norma venga incardinata a sala d’Ercole.
I tempi tecnici
Su una simile norma i tempi tecnici ci sono visto che, una volta approvata, una legge in due articoli può andare velocemente in Gazzetta e non teme impugnative trattandosi di una applicazione di legge nazionale vigente quindi può essere applicata già in primavera. Ma il percorso politico non sarà altrettanto semplice
Il No dei 5 stelle che promettono battaglia
“Votare di nuovo per il terzo mandato ai sindaci nei Comuni fino a 15 mila abitanti? Assurdo, l’aula ha bocciato la norma meno di un mese fa. È fuori dal mondo rimetterla in discussione solo perché sei, sette sindaci stanno tirando la giacchetta al governo e alla maggioranza per ricandidarsi e la questione della sentenza della Consulta per una questione legata alla Valle d’Aosta non può e non deve essere il grimaldello per stravolgere la chiara volontà espressa dal Parlamento. È ora che si smetta di mettere sempre le poltrone e le nomine al centro di tutto. Ci sono mille problemi che affliggono i siciliani e Schifani e i partiti che lo sostengono parlano sempre e solo di poltrone. Qualcuno gli dica che la Sicilia sta affondando perché è evidente che non se ne accorgono nemmeno” afferma il capogruppo del M5S all’Ars Antonio De Luca.
“In capigruppo — dice Antonio De Luca — il M5S ha espresso convintamente il no al ritorno della norma in Aula. E se ciò dovesse accadere (e accadrà ndr) richiederemo il voto segreto. Le spaccature nell’ormai ex maggioranza sono ancora enormi e le possibilità che la legge sia nuovamente bocciata sono tutt’altro che remote. In ogni caso riportare questa legge in aula, soprattutto in un momento drammatico per la Sicilia come quello attuale, è una forzatura, sarebbe l’ennesimo schiaffo alla credibilità dell’Ars e una nuova pagina nera scritta dall’Assemblea in questa disastrosa legislatura”.






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