Dopo la spaccatura in casa Dc che rischiava di lasciare il partito della scudocrociato fuori dai giochi, arriva un nome di mediazione fra le due proposte originali.
Uno dei tre commissari indicato come assessore
La Democrazia Cristiana si prepara a proporre il nome dell’ex deputato regionale Totò Cascio per la carica di assessore regionale. Si tratta di uno dei tre commissari del partito in Sicilia e su di lui potrebbe trovarsi la quadratura del cerchio, almeno all’interno del partito, dopo una guerra intestina che ha rischiato di mettere tutti all’angolo.
Il perché della spaccatura
Nei giorni scorsi si era assisto ad una spaccatura con i deputati regionali scudocrociati ed i tre commissari del partito in Sicilia che indicavano il profilo di Ignazio Abbate Presidente della Commissione Affari Istituzionali dell’Ars mentre, con un documento sottoscritto dai segretari provinciali del partito, la base chiedeva, invece, di fare il nome di una donna e nello specifico Laura Abbadessa, già presidente del partito e moglie del Pm, oggi alla procura dei Minori, ed ex assessore regionale alla salute Massimo Russo.
I dubbi del governatore
Su tutti il Presidente della Regione Renato Schifani che, però, aveva condizionato il rientro della Dc in giunta (sia pure con un solo nome al posto dei due precedenti) all’indicazione di una figura che rappresentasse discontinuità. In poche parole un esterno o una esterna al partito. In ogni caso non Ignazio Abbate per questioni di opportunità chiare, ribadite più volte agli alleati dal Presidente della Regione. Nulla da dire sulla persona, sarebbe il pensiero che sta alla base di tutto, ma il momento è delicato sul fronte della questione morale. Mentre si attende di capire come finirà con l’assessore Elvira Amata (ed anche col Presidente dell’Ars Gaetano Galvagno) portare in giunta un deputato gravato da altre inchiesta che riguardano precedenti incarichi non è cosa fattibile.
La proposta per superare l’impasse
Per superare questa impasse la Dc si preparerebbe a proporre Totò Cascio che sembra mettere d’accordo le anime del partito e far fare un passo indietro tanto ad Abbate quanto ai firmatari del documento per Abbadessa. Tutte idee maturate in casa Dc che comunque devono ricevere il gradimento del Presidente della regione per diventare realtà






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