Sono 30.902 i minuti di ritardo, equivalenti a 21 giorni, che hanno accumulato in circa poco meno di sette mesi i treni veloci sulla tratta Palermo- Catania. Gli stessi treni che, circa otto mesi fa, quando è ceduto il viadotto Himera sull’autostrada A19 che ha tagliato in due la Sicilia, era stati potenziati. Sono i dati del monitoraggio effettuato dal Comitato pendolari siciliani che evidenziano come soltanto il 7% dei treni che hanno percorso questa tratta siano stati puntuali e ben il 60% abbiano ritardato oltre 20 minuti.

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“I treni regionali veloci – dichiara Giosuè Malaponti, presidente del Comitato Pendolari Siciliani – c’erano da prima del cedimento dell’Himera ed erano stati anche previsti nel Cis (Contratto istituzionale di sviluppo), con tempi di percorrenza inferiori ma non sono stati né concretizzati, né incentivate le frequenze delle corse giornaliere se non per l’emergenza sull’A19, tra l’altro due anni dopo e non rispettando i tempi dichiarati di 2 ore e 45 minuti previsto nel Cis”.

I dati del monitoraggio saranno inviati all’assessore regionale ai Trasporti Giovanni Pistorio, al dirigente generale del dipartimento trasporti Fulvio Bellomo e a Carmen Madonia del Dipartimento trasporti Servizio 4° Trasporto Ferroviario.

“Riteniamo – aggiunge Malaponti – che vi sia stata troppa enfasi sui treni veloci della Palermo-Catania da parte di tutti. Nessuno ha lavorato, nonostante ci fossero i fondi, l’ammodernamento e la velocizzazione della Palermo-Catania in tutti questi anni,. Invece oggi si porta avanti a tutti i costi un’opera faraonica di raddoppio tra i due capoluoghi, con appena 900 milioni di euro circa finanziati su 6-7 miliardi di spesa necessari per l’intera opera. Miliardi che con un coscenzioso programma infrastrutturale avrebbero migliorato le condizioni della rete ferroviaria partendo da Trapani, completando il raddoppio della Palermo-Messina e Messina-Catania-Siracusa, per arrivare sino a Caltanissetta passando da Ragusa”.

– Ciufer