Foto di Ginevra Dolce – Artista della fotografia

Malgrado i tanti problemi della città, i turisti continuano a premiare Palermo. Lo dice la recente statistica dell’Istat sui flussi turistici che a Palermo crescono a ritmi vertiginosi, addirittura quadrupli rispetto alla media nazionale.

Un dato di cui essere orgogliosi, certamente, ma fa presto l’orgoglio a trasformarsi in vergogna.
Qualche giorno fa un utente ha postato su Facebook una foto che ritrae un turista intento a farsi immortalare sulla balaustra di fontana Pretoria. L’uomo appare in posa, a braccia aperte e sorridente – abbiamo oscurato il volto per ragioni di privacy – sul monumento scultoreo.

Complice forse l’entusiasmo o il desiderio di portarsi a casa una foto-ricordo originale di Palermo, il turista ha deciso di montare sul pregiato marmo toscano della fontana del ‘500.

La fontana, circondata da una recinzione aperta ai visitatori di giorno, è sorvegliata a vista dai vigili urbani di guardia presenti all’ingresso dell’antistante Palazzo delle Aquile. Spesso gli agenti della municipale si vedono costretti a richiamare turisti indisciplinati e, anche in questo caso – come scrive su Facebook l’autrice della foto -, l’uomo è stato fischiato e fatto scendere dalla balaustra.

Diversi utenti, sotto la foto, si sono scagliati contro l’indisciplinato turista.

“Sanno che a Palermo – scrive Francesca – tutto è possibile. Sanno che in questa città tutti, tranne i cittadini, possono fare ciò che gli pare. Quindi si scatenano. Nel loro paese neanche ci pensano.”
“Spero sia stato multato”, dice invece Giulio.

Non è la prima volta che i monumenti di Palermo vengono maltrattati. Ad aprile di quest’anno, la municipale aveva sorpreso un ragazzo ad imbrattare con una bomboletta spray la facciata appena restaurata di palazzo Marchese Sant’Isidoro Del Castillo, edificio di interesse storico risalente al ‘500 che sorge su quella che era la riva del fiume Papireto.

A maggio invece un uomo era salito sulla statua del re Vittorio Emanuele II in Piazza Giulio Cesare mettendosi a cavalcioni accanto al re d’Italia.