Il 21 agosto del 2018, in via Sferracavallo a Palermo, Pietro Billitteri uccise con un colpo di pistola il suo vicino di casa, Cosimo D’Aleo, dopo l’ennesima lite. A scatenare la furia omicida dell’uomo il fumo di un barbecue.

Adesso Billitteri, che ha 60 anni ed è recluso nel carcere Pagliarelli, chiede perdono a tutti per il delitto commesso.

Lo fa tramite una lettera che ha consegnato ieri al gup Walter Turturici che lo sta processando con il rito abbreviato.
E’ quanto si legge nell’edizione odierna del Giornale di Sicilia che riporta il testo della lettera.

Nella lunga lettera, Billitteri, che si definisce “un uomo buono, disponibile ad aiutare gli altri”, dice di non riuscire a darsi pace e chiede perdono per il suo gesto “grave e folle”.

Per Billitteri, dipendente dalla Rap e difeso dagli avvocati Rosanna Vella e Claudia Naccari, il pm ha chiesto la condanna di reclusione a 20 anni riconoscendogli l’attenuante della provocazione.

L’omicidio, come hanno sostenuto i legali dell’uomo, sarebbe stato la punta dell’iceberg di una lunga serie di scontri con D’Aleo che in più occasioni lo avrebbe infastidito ed insultato, e la sera del delitto lo avrebbe anche ferito con un forchettone.

Billitteri, che si dice pronto ad accettare e scontare la pena che gli verrà inflitta, spiega nella lettera le motivazioni che lo hanno indotto a scrivere la missiva: “Scrivo questa lettera per chiedere perdono alla famiglia D’Aleo per il male che ho procurato, sperando di ottenerlo un giorno. Chiedo scusa innanzitutto a sua moglie Grazia ed ai suoi figli, sperando che forse in cuor loro riusciranno a perdonarmi, anche se neppure io riesco a farlo” e “sapendo che queste scuse non saranno sufficienti a cancellare il mio grave gesto, di cui ancora oggi non riesco a capacitarmi. Ho sempre pensato di essere un uomo buono, disponibile ad aiutare gli altri e ho vissuto i miei 60 anni di vita lavorando e comportandomi da bravo cristiano, per garantire un futuro ai miei figli e alla mia adorata moglie. Poi, il 21 agosto dell’anno scorso, la nostra vita è cambiata ed io ho commesso il gesto più grave che un uomo possa fare, dando dolore immenso e distruggendo due famiglie, la mia e quella di Cosimo, e tutto questo per colpa mia. Se potessi – scrive ancora Billitteri – tornerei indietro nel tempo per ridare alla famiglia di Cosimo ed alla mia un padre ed un marito. Ogni giorno, nella cappella del Pagliarelli, chiedo perdono a Cosimo e a Dio e prego per la sua anima e per la mia, ma il dolore che ho dentro è troppo grande e non mi dà pace e non riesco a perdonare me stesso”.