L’associazione “Aiutiamo il Burundi” compie 3 anni e dà inizio ad un nuovo progetto per aiutare la mamma-bambine del Burundi.

Il Progetto “Centro per mamme e bambini” sarà di supporto alle attività già avviate attraverso l’assistenza sanitaria e vuole contribuire a ridurre la mortalità materno infantile e il numero di bambini che muoiono sotto i 5 anni per malnutrizione o malattie tanto comuni altrove, quanto fatali in Burundi e aiutare le giovani madri a prendersi cura dei loro neonati. La struttura accoglierà più di 200 piccole mamme che dopo essere state seguite durante la loro gravidanza, saranno preparate, formate, oltre che per accudire il proprio nascituro a me prendersi cura di quei bambini che divenuti orfani avranno bisogno di chi si prende cura di loro.

Costruito il centro, vi sarà la presenza di personale esperto che consentirà un elevato livello di assistenza socio-integrata, con l’impegno di motivare e formare il personale locale che contribuiranno a rendere possibile ogni giorno la prosecuzione del progetto e ripagarci degli sforzi. “Torniamo in Burundi forti della generosità di tanti – dice in una nota l’organizzazione – e siamo consapevoli che il nostro permanere tra i più poveri sarà un grande arricchimento di umanità e ci consentirà di tornare con una grande scorta di speranza”.

Grazie alla generosità di tanti siciliani che hanno contribuito a sostenere tante azioni rivolte a donne, bambini orfani, e i più deboli del Burundi, l’associazione ha già realizzato tante opere in aiuto a tanti bambini. Fra le prime attività avviate oltre che, contribuire alla copertura finanziaria per sostenere la struttura ospedaliera di Karusi e supportare il personale medico già presente, è stata completata la chiesa di Butahana, destinando al suo interno uno spazio oratorio, con aule per la didattica, una di queste multimediale utilizzate dagli orfani di Mabay e sostenuto in particolare due degli orfanotrofi del Burundi.

L’associazione ha anche formato con una borsa di studio una giovane radiologa Burundese presso l’azienda ospedaliera “Il Giglio” che potrà tornare nel suo paese e utilizzare gli strumenti diagnostici che abbiamo portato.

Il galà di beneficenza dello scorso ottobre ha visto la partecipazione di tantissimi sostenitori, che oltre ad avere riempito il Teatro Massimo hanno permesso la partenza di un container carico di materiale sanitario destinato all’Ospedale dei Karusi e materiali per il sostegno di bambini dei vari orfanotrofi. Ad anticipare l’arrivo del container, è stato svolto un corso di formazione per i medici che hanno imparato ad usare  gli Ecografi.

Ora l’associazione torna in Burundi per realizzare un Centro per quelle “mamme bambine” che partoriscono tra gli undici e i tredici anni, che superato il problema di morte da parto, si presenta subito quello di come prendersi cura dei propri bambini evitando così il loro abbandono perché non in grado di poter garantire loro il nutrimento.