Amministrare la città insieme, con i cittadini. “E’ l’unico futuro che immaginiamo per Palermo, che allo stato attuale è un disastro”. Non hanno dubbi le circa 30 organizzazioni cittadine che guidate dal comitato Bene Collettivo hanno lanciato la campagna “Ora decido io”.

E mentre già si parla delle prossime amministrative ed impazza il toto-candidato, l’obiettivo condiviso, perseguito attraverso la raccolta firme, è giungere alla modifica dello statuto del Comune di Palermo. Avere cioè, un nuovo strumento di governo che sia garanzia di partecipazione e trasparenza.

La bozza è già pronta, frutto di un lungo lavoro di studio e di ricerca che ha preso a modello le migliori esperienze di governo di molte città italiane ma non solo.

Già 500 le adesioni raccolte, ne servono mille per l’istanza da presentare al consiglio comunale e duemila per la proposta popolare, che permetterebbe alla bozza di statuto di essere deliberata, ovvero discussa.

C’è stato un tempo breve in cui l’amministrazione comunale ha lavorato a fianco dei cittadini. E’ successo dalla fine del 2012 a maggio del 2013, quando la bozza del nuovo statuto è stata redatta. Poi tutto è rimasto lettera morta. Fabio Alfano, il coordinatore di Bene Collettivo spiega: “In pratica la bozza è stata seppellita perché ritenuta troppo a favore dei cittadini. Evidentemente i nostri politici non sono pronti. Si tratta di una grandissima rivoluzione per la città, di un nuovo modo di amministrare il bene comune”.

I cardini della bozza del nuovo statuto sono diversi. Si parte dalla programmazione condivisa: “Palermo – dice Alfano – deve avere un progetto chiaro, noto a tutti e che tutti devono concorrere a realizzare”. Le implicazioni sarebbero diverse, a partire dagli ‘assessori a progetto’, ovvero scelti per competenze specifiche “e che se non funzionano vengono mandati a casa, e i cui risultati vanno continuamente verificati rispetto alla programmazione di base”.

Altra importante questione è la partecipazione cittadina, da concretizzare attraverso diversi strumenti: l’ascolto, l’informazione, la consultazione, i referendum propositivi ed abrogativi, un bilancio partecipativo nel quale sia la gente, in base alle reali esigenze della città, a decidere come spendere i soldi pubblici.

La parola d’ordine del nuovo progetto per Palermo sarà ‘trasparenza’: “Quella vera – commenta Alfano – e non di facciata. Il cittadino dovrà essere informato su tutto. L’amministrazione dovrà dotarsi di nuove opportunità, a partire da un sito web alla portata di tutti, proseguendo poi con le conferenze cittadine, le relazioni semestrali e annuali, i rendiconti.

E poi c’è la qualità, ottenibile solo attraverso un sistema di valutazione dell’operato degli amministratori. “La città – commenta ancora Alfano – deve funzionare come un’azienda, e quindi applicando il principio di revocabilità degli incarichi. Se adesso un assessore fallisce nel suo operato non gli succede nulla. Questo non va bene per un sistema che dovrebbe essere efficace ed efficiente”.

Per aderire alla campagna “Ora decido io” è possibile collegarsi alla piattaforma Renurban dove è ospitata un’apposita pagina, visitare la pagina facebook “Ora decido io – Il nuovo statuto di Palermo” o recarsi nei luoghi dove sono allestiti banchetti di raccolta firme, tra cui la Libreria Macaione e il pub Ai Giudici dove domani dalle 19,30 a mezzanotte sarà possibile fornire la propria adesione.