Giovanni Pizzo

Ex assessore della Regione Siciliana, scrivo su vari quotidiani. Laureato in economia e commercio

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Ad Agrigento, il luogo simbolo della apodittica Controcorrente, il Sindaco Sodano di Controcorrente va contro corrente. Afferma che sul caso del suo vice sindaco, Giovanni Crosta, vige il principio di legalitá, e non la cultura del sospetto giustizialista di Ismaele Lavardera, che vuole fuori dalla giunta il vicesindaco. Perché?

Pare che abbia una casa in sanatoria da quarant’anni, praticamente come mezza Agrigento, e quindi non pienamente legittima. Questo per dimostrare che Controcorrente non fa sconti a nessuno, se no sarebbe corrente o addirittura correa come tutti. Lui è la nuova frontiera dell’anti.

Ma il sindaco non ci stá, ha nominato, per un ragionamento politico e sociale, lui il vicesindaco e ritiene incongrua la richiesta che arriva da un comunicato di segreteria regionale. Nel frattempo il vicesindaco aveva formalmente richiesto che venisse fatta una ricognizione da parte degli uffici comunali delle domande, pensiamo una montagna, di sanatoria che da quasi mezzo secolo giacciono impolverate al Comune. Cosa questa si veramente illegittima. Ma la cosa assume i contorni del giallo, perché nel curtigghio cittadino, in cui Controcorrente è entrata di diritto, giá il vicesindaco aveva dichiarato che la casa era inabitata ed aveva provveduto a staccare la fornitura dell’acqua. Invece pare, vox populi vox dei, che ci siano state delle scampagnate nella “Casa” caso politico. A questo punto il popolo di Controcorrente si interroga: come sono andati in bagno i gitanti, hanno fatto i loro bisogni all’aperto, e soprattutto hanno portato il pranzo al sacco visto che non potevano lavare i piatti?

Sono argomenti fondanti nella costruzione di un partito che aspira a governare l’isola. Il programma di Lavardera è abbattere tutte le case siciliane abusive? Regolarizzarle, o dipingerle con una lettera scarlatta fino alle generazioni successive? Si scopre che la casa del vicesindaco, che comunque in quanto nipote di un noto, famoso, alto burocrate regionale non era uno sconosciuto a Lavardera, si è candidato con lui,  non è di sua proprietá esclusiva, ma per metà è della sorella. Cosa dovrebbe fare il vicesindaco? Abbattere la casa in sanatoria ultra petitum? E quindi abiurare ai vincoli di famiglia in Sicilia?

La questione è spinosa ed avviene subito dopo la convention con ospiti nazionali fatta proprio ad Agrigento, in cui per mesi Sodano era assurto a miglior amministratore d’Italia. Uno che a detta di Lavardera sceglieva, e non abbiamo prove del contrario, i migliori. Ora contrordine compagni. Il compagno Sodano non si vuole piegare al diktat del soviet licenziando il vicesindaco. Ma sarà cosí in caso di vittoria di Lavardera alla Regione con i suoi assessori, magari di partiti alleati? Andrá a controllare con l’Arpa gli scarichi delle loro villette o gli sms alle amanti, esclusivamente di fede politica avversa?

Che lo scenario di questa piece teatrale sia nella terra di Pirandello sembra scritto in cosí parlò Zaratustra. Nella terra del caos, predittivamente eletta a patria di Controcorrente, che il pensiero di purezza legale fosse uno, nessuno e centomila era lapalissiano.

Luogo: Palermo

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