Gli ultimi assalti ai bancomat in Sicilia nelle province di Enna, Catania e Messina destano grande preoccupazione per l’incolumità di cose e persone e la Fabi lancia ulteriormente l’allarme su un problema che viene spesso sottovalutato.
“Questi episodi confermano un’escalation ormai evidente – afferma Gabriele Urzì dirigente Nazionale Fabi e responsabile salute e sicurezza Fabi Palermo: bande sempre più organizzate, tecniche sempre più violente, rischi sempre più alti. Non parliamo di semplici furti, ma di azioni criminali paramilitari che mettono in pericolo la vita delle persone. Le esplosioni avvengono in pieno centro abitato, spesso a ridosso di case e l’uso di mezzi pesanti come escavatori o di ordigni ad alto potenziale, rende questi attacchi potenzialmente letali.
Da anni denunciamo che la sicurezza non può essere considerata un costo da comprimere e ogni sportello non adeguatamente protetto diventa un bersaglio. Servono investimenti strutturali, tecnologie anti-esplosione, sistemi intelligenti di videosorveglianza e un coordinamento più stretto con le Forze dell’Ordine. La tutela dei lavoratori e dei cittadini deve tornare al centro delle priorità e finora non si sono registrate vittime solo per una serie di circostanze fortunate, ma non possiamo certo continuare ad affidarci a caso. Gli attacchi con esplosivo o mezzi pesanti comportano rischi elevatissimi come onde d’urto e incendi che possono coinvolgere abitazioni e passanti, crolli strutturali dei locali colpiti, pericoli sulla viabilità, come chiodi a tre punte o detriti e traumi psicologici per residenti e lavoratori”.
Le cause
“La recrudescenza degli assalti è legata all’aumento di bande itineranti altamente specializzate, capaci di colpire più province nella stessa notte, a tecnologie di protezione non uniformi, a sportelli ancora privi di sistemi anti-deflagrazione e all’allocazione delle apparecchiature in aree periferiche scarsamente illuminate o presidiate, scelte come obiettivi privilegiati”.
Le proposte del sindacato
“Occorrono interventi immediati e coordinati – continua Urzì – come l’adozione di sistemi anti-esplosione e dispositivi di neutralizzazione del contante, il potenziamento della videosorveglianza intelligente e dell’illuminazione esterna, la valutazione del rischio per ogni filiale, con particolare attenzione alle zone periferiche e il rafforzamento dei protocolli di sicurezza passiva e attiva. Inoltre, credo sia indispensabile l’attivazione di un tavolo permanente sulla sicurezza bancaria in Sicilia.
Le piu’ efficaci tecnologie anti‑esplosione per gli Atm sono i sistemi anti‑gas (Ags), che impediscono l’immissione di gas all’interno della cassaforte; i dispositivi di blocco dello shutter, che chiudono la fessura del bancomat e impediscono l’introduzione di gas o esplosivi solidi e le piastre corazzate esterne. Inoltre, sistemi passivi con macchiatura delle banconote che rendono inutilizzabile il bottino; Ibns (Intelligent Banknote Neutralization System), sistemi intelligenti che rilevano l’attacco e neutralizzano il contante e sensori ambientali e anti‑manomissione, che rilevano condizioni tipiche della preparazione di un’esplosione.






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