Era tornato attivo appena uscito dal carcere e in poco tempo aveva preso le redini della famiglia mafiosa. Anzi aveva esteso il suo controllo oltre a Roccella anche quella di Corso dei Mille a Palermo. Antonino Sacco aveva finito di scontare la pena di 13 anni e mezzo a maggio del 2024. In poco tempo controllava un‘ampia fetta di territorio diviso da quello della famiglia di Brancaccio.

Il confine era il ponte di via Giafar. Dal lato via mare era Nino Sacco a decidere ogni cosa, a Brancaccio a capo c’era Matteo Scrima tornato in libertà dopo una condanna a 8 anni, nel giugno del 2018 con il suo braccio destro Giuseppe Caserta. La sezione misure di prevenzione aveva sequestrato nel 2017 una gioielleria in via Lincoln, un appartamento e due box in Corso dei Mille.

Scarcerato a giugno del 2018 Scrima, ex Pip, si è riavvicinato alla famiglia mafiosa di appartenenza, dimostrando di voler riacquisire un ruolo attivo e di primo piano. Sacco e Scrima parteciparono alla riunione che si è tenuta a Villa Pensabene il 7 febbraio 2011, che ha costituito uno dei più importanti summit di mafia degli ultimi anni a cui presero parte i vertici dei mandamenti mafiosi.