A 24 ore dal vertice di maggioranza che ha ricompattato il centrodestra in aula all’Ars e permesso la ripartenza dei lavori, arriva uno dei risultati attesi. Si tratta del via libera da parte del Parlamento regionale siciliano all’emendamento che riguarda gli ex lavoratori Almaviva. Una decisione che apre nuove opportunità di impiego, in particolare nel servizio 116/117, il numero dedicato alle cure non urgenti.
Cosa prevede la norma
In concreto, la norma prevede che, anche per questo nuovo servizio, venga data priorità all’utilizzo di personale proveniente dal bacino Almaviva Contact, utilizzando procedure già previste dalla legge per attivare più rapidamente il servizio.
“Esprimo grande soddisfazione per questo risultato – dichiara Edy Tamajo – perché si tratta di una risposta concreta per tanti lavoratori che aspettavano un’opportunità. È un segnale importante di attenzione verso chi ha già esperienza e competenze”.
Emendamento che mette insieme due obiettivi
“Con questo emendamento – aggiunge Tamajo – riusciamo a mettere insieme due obiettivi: da un lato dare lavoro, dall’altro rendere operativo in tempi più rapidi un servizio utile per i cittadini”.
“Continueremo a lavorare in questa direzione – conclude – per sostenere l’occupazione e migliorare i servizi sul territorio”.
Passata anche la norma sulla rete di cura per l’endometriosi
Approvata dall’ars anche l’altra norma rimasta bloccata la scorsa settimana a causa delle assenze dei parlamentari ovvero quella che permette l’avvio della rete di diagnosi e cura dell’endometriosi. Un provvedimento, questo, atteso da centinaia di pazienti siciliane.
La norma interviene sulla legge regionale del 28 dicembre 2019, n. 27, aggiornando l’individuazione delle strutture sanitarie di riferimento per la diagnosi e il trattamento della patologia. In particolare, vengono confermati e rafforzati i centri di Palermo e Catania e viene incluso anche il presidio ospedaliero “Umberto I” di Enna, ampliando così la rete regionale e garantendo una maggiore copertura territoriale per le pazienti.
L’intervento normativo ha inoltre il merito di non comportare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica regionale, prevedendo che i centri operino con le risorse già disponibili nei rispettivi bilanci.






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