Mai più scene di tensione come quella nella foto. Mai più notti dei lunghi coltelli per approvare proroghe all’ultimo momento. Mai più scioperi ogni volta che arriva dicembre. Da Roma arriva il via libera alla legge per la stabilizzazione dei precari siciliani.

Non si tratta di un provvedimento esplicito ma oggi il Consiglio dei Ministri non ha impugnato la legge regionale approvata lo scorso 31 dicembre e dunque si possono considerare scaduti i termini visto che non ci saranno altri Consigli dei Ministri in tempo utile per una eventuale impugnativa.

A confermare la notizia, contattato da BlogSicilia, è il sottosegretario Davide Faraone  che da tempo è impegnato per ottenere questo risultato e che a dicembre aveva promosso gli incontri bilaterali fra il Ministro Maria Elena Boschi e l’assessore all’economia della Sicilia Alessandro Baccei.

“E’ un risultato importante perché ci permette di chiudere con la stagione delle clientele e dei ricatti e di aprire quella dei diritti. In due anni si potrà procedere alla stabilizzazione di tutti i lavoratori precari siciliani“.

La legge regionale non è esattamente quel che Faraone aveva ipotizzato. la norma è nata da una sorta di incontro di idee fra il governatore Rosario Crocetta e l’assessore all’economia Alessandro Baccei ma il tema è quello della soluzione del problema.

Il grande tema, parlando di stabilizzazione dei precari degli enti Locali, sarà quello dell’impiego di queste persone “Ai lavoratori dobbiamo chiedere impegno e servizi efficienti ma di contro la stabilizzazione darà loro certezza sottraendoli al ricatto”.

La legge regionale prevede, adesso, un percorso in due anni che partirà con la collocazione dei dipendenti delle ex province in esubero per continuare con i lavoratori precari degli Enti Locali e con i precari regionali.

“Adesso la Regione deve avviare con immediatezza – conclude Faraone – il processo di stabilizzazione”.

“Dobbiamo usare molta cautela – dice l’assessore regionale alla Funzione Pubbica e alle Autonomie Locali Luisa Lantieri – il via libera romano è un ottima notizia ma non basta. Per cantare vittoria dobbiamo attende l’approvazione definitiva delle legge Madia. Bisogna verificare che nella riforma della pubblica amministrazione non ci siano elementi ostativi. Solo dopo potremo avviare le procedure con tranquillità”