Un campo di calcio devastato solo per divertirsi. Vandalismo contro la noia. E’ successo nello scorso mese di agosto quando tre giovanissimi  si sono introdotti all’interno del centro sportivo “Don Pino Puglisi” di contrada Presti a Montelepre, danneggiando gli infissi, le vetrate, i servizi igienici e l’impianto elettrico.

Adesso i Carabinieri li hanno identificati e denunciati a piede libero. Ad occuparsi di loro sarà la procura dei minori ma le pene, in base all’età, non saranno particolarmente severe.

Violenza gratuita, ennesimo campanello d’allarme

E’ l’ennesimo campanello di allarme fra Palermo e provincia: un allarme violenza gratuita che continua a crescere da mesi. L’episodio spiegato oggi è l’ultimo di una lunga serie, ieri l’aggressione a una coppia rea di aver rimproverato un gruppo di ragazzini chiedendo loro di non far baccano. Accerchiati, picchiati e mandati in ospedale come risposta. I due coniugi sono stati soccorsi dai sanitari del 118 e trasportati all’ospedale Civico. La prognosi è di 12 e 7 giorni per trami facciali e cranico e per diverse contusioni. E’ successo a due passi da via Ernesto Basile in via Emilio D’Angelo. A Palermo. Le indagini sono condotte dai carabinieri.

Due risse in poche ore

Nelle ultime ore due risse fra giovanissimi in un caso con un sedicenne accoltellato.  La prima maxi rissa in un locale nella zona di Palermo  poco distante dal teatro massimo di Palermo. In piazza Spinuzza, poco distante dal parcheggio, attorno a mezzanotte è scoppiata una lite tra alcuni clienti in un internet cafè. Una quarantina di persone se le sono date di santa ragione e hanno danneggiato sedie e tavolini senza che si riuscisse a fermarli.

Una ragazzo di 16 anni è rimasto ferito nella seconda rissa la scorsa notte in piazza Don Sturzo a Palermo. Il minore ha raccontato di essere stato aggredito attorno alle 3 di notte da alcuni giovani che non conosce.

La violenza elevata a regola

Insomma la violenza diventa regola anche nei confronti di una donna rea di aver ripreso la caduta di un cavallo scivolato a terra. Non bastano i controlli del territorio ma quel che serve è l’educazione, gli spazi sociali, il contrasto ad una noia sociale e la certezza della pena. Tutte cose sulle quali le istituzioni devono interrogarsi, ma devono farlo in fretta