La terza sezione della corte d’appello di Palermo ha riformato la sentenza di condanna nei confronti di un uomo, accusato di violenza sessuale ai danni di due colleghe di lavoro. I fatti sono avvenuti all’Ospedale Giglio di Cefalù, del tutto estraneo alla vicenda, dove le due vittime prestavano servizio per conto di una cooperativa esterna.

Secondo quanto ricostruito durante i due gradi di giudizio, l’imputato avrebbe approfittato della condivisione degli spazi lavorativi per mettere in atto condotte reiterate di molestie e palpeggiamenti nei confronti delle due lavoratrici.

Le donne, nonostante il timore di ripercussioni sul piano professionale, hanno trovato il coraggio di denunciare i comportamenti del collega, dando il via alle indagini delle forze dell’ordine.

I giudici della corte d’appello di Palermo, esaminati nuovamente gli atti e ritenendo pienamente credibili le testimonianze delle due parti offese hanno condannato l’imputato a 3 anni e 10 mesi di reclusione e dichiarando non doversi procedere per prescrizione per i reati di minaccia e calunnia contestati all’uomo. Nel corso del giudizio, le due donne si sono costituite parte civile per chiedere il riconoscimento dei danni subiti, non solo fisici e psicologici, ma anche professionali, assistite dall’avvocato Giuseppe Minà.