La polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare a carico di 2 indagati accusati a vario titolo, di estorsione aggravata dal metodo mafioso e violenza privata, anch’essa aggravata dal metodo mafioso.
L’attività investigativa, condotta dagli agenti della squadra mobile e coordinata dalla Dda di Palermo, è scattata dopo la denuncia di un imprenditore edile, impegnato nella realizzazione di un progetto immobiliare per la costruzione di un edificio in città.
La vittima dell’estorsione e un suo familiare sono stati, infatti, “avvicinati”, intimiditi ed aggrediti dagli indagati che hanno chiesto il pagamento del pizzo per la realizzazione del palazzo. Il gip ha disposto per uno dei due il carcere e per il secondo il divieto di dimora nel Comune di Palermo con obbligo di permanenza in casa nelle ore notturne e obbligo di presentazione alla pg.
Gli indagati
Gli arrestati per l’estorsione all’imprenditore edile sono padre e figlio Giuseppe e Giusto Vernengo di 64 anni, e 43 anni. Sono accusati di estorsione e violenza privata. Hanno minacciato un imprenditore che stava realizzando un palazzo nella zona di via Buonriposo a Palermo. Il gip di Palermo ha disposto per il padre il carcere per il figlio il divieto di dimora a Palermo e l’obbligo di presentarsi alla pg e restare a casa la notte.
Il sostegno dell’Ance agli imprenditori che denunciano il pizzo
Altre due persone sono finite in carcere con l’accusa di estorsione e violenza privata aggravate dal metodo mafioso grazie al coraggio di un imprenditore edile che ha denunciato. A lui e a suo figlio, vittime di violenza e intimidazioni mentre portano avanti il loro lavoro, la costruzione di un palazzo, va tutta la nostra solidarietà e il nostro sostegno”.
Ad affermarlo è il presidente di Ance Palermo Giuseppe Puccio. “Siamo rinfrancati dal pensiero che oggi denunciare sia considerata l’unica strada percorribile ma, come imprenditori, ci preoccupa molto il fatto che estorsioni, violenze e richieste di denaro siano ancora presenti. Per questo – continua – da tempo stiamo portando avanti una serie di iniziative a sostegno delle imprese edili che denunziano. Nei giorni scorsi abbiamo incontrato il Prefetto proprio per metterlo al corrente di ciò che stiamo realizzando e nelle prossime settimane porteremo avanti il nostro impegno a trovare soluzioni con azioni concrete”.






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