Eliminare le barriere fisiche, sociali, burocratiche per promuovere l’inclusione delle persone con disabilità. E’ il tema al centro dell’incontro dal titolo “Vita Senza Barriere, strategie e progetti per promuovere l’inclusione”, organizzato oggi dalla Cisl Palermo Trapani con il patrocinio del Comune di Palermo, nella sala dell’auditorium San Mattia Ai Crociferi in via Torremuzza a Palermo.

La cinque proposte per cambiare il sistema

Una rete che tenga insieme istituzioni, parti sociali, terzo settore, mondo produttivo con un Patto sociale che possa far si che davvero Palermo diventi una città senza barriere e che trasformi fragilità storiche in opportunità di sviluppo inclusivo; un Protocollo per la Salute di Prossimità che coordini case di comunità, medici di base, farmacie e associazioni locali, per la presa in carico delle persone con disabilità e degli anziani fragili, riducendo le liste d’attesa, garantendo assistenza capillare nei quartieri; un Accordo Quadro per la non autosufficienza che proponga percorsi formativi retribuiti per i caregiver familiari, supporto psicologico continuativo e servizi di sollievo domiciliare accessibili; una Intesa Metropolitana per l’inserimento socio occupazionale delle persone con disabilità per il loro inserimento socio occupazionale, coinvolgendo il sistema produttivo, i centri per l’impiego, le cooperative sociali e i sindacati, per promuovere l’assunzione con incentivi mirati, tutoraggio individualizzato e percorsi formativi personalizzati. Sono le principali proposte sul fronte delle politiche destinate alle persone con disabilità.

L’evento

Si è trattato di una occasione per fare il punto della situazione delle politiche destinate proprio alle persone con disabilità a Palermo, con le istituzioni, enti, associazioni coinvolte nella loro assistenza. Da Mimma Calabrò assessore alle Attività sociali e socio-sanitarie del Comune di Palermo, a Carmela Tata Garante regionale dei diritti delle persone con disabilità, Alberto Firenze direttore generale Asp 6, Carmelo Sciuto direttore provinciale Inps Palermo, Antonio Costanza presidente regionale Anffas Associazione Nazionale di Famiglie e Persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo e Bernardo Moschella dirigente Ambito territoriale di Palermo. Tutti concordi con la Cisl sulla necessità di fare sinergia sul tema della disabilità. Partendo dai dati che vedono nel territorio palermitano e nella provincia oltre 15 mila persone con disabilità, una percentuale della popolazione che vive una forma di disabilità significativa che si aggira tra il 5 e l’8 per cento, se si includono le forme lievi e moderate si arriva a circa 10-12 per cento dei residenti. Sono oltre 9 mila invece gli alunni di Palermo con disabilità che ha necessità di sostegno e inclusione e oltre 60 mila le domande di invalidità civile giunte all’Inps..

La relazione di Badami

“Se a questo dato sommiamo una popolazione anziana in costante crescita, con una quota importante di over 80 che sperimentano forme di non autosufficienza parziale o totale, ci rendiamo conto che nel nostro territorio stiamo parlando di decine di migliaia di persone direttamente interessate, a cui si aggiungono i familiari e i caregiver. In pratica, una famiglia su tre, in qualche modo, è toccata dal tema della disabilità o della non autosufficienza. Eppure la risposta che la città offre è ancora, troppo spesso, un percorso a ostacoli: tempi lunghi per visite e certificazioni, liste d’attesa che si misurano in mesi per i servizi riabilitativi, una presa in carico che si interrompe nei passaggi di vita più delicati, dal bambino all’adulto, dall’adulto all’anziano fragile, e una frammentazione dolorosa tra uffici sanitari, sociali, scolastici, previdenziali”, ha affermato la segretaria generale aprendo l’iniziativa. La Cisl Palermo Trapani, grazie allo sportello Vita senza Barriere che si trova in via Sacra Famiglia, assiste ogni giorno le persone con disabilità.

“Ci accorgiamo che la distanza tra i bisogni e le risposte resta ampia: liste d’attesa per i servizi territoriali, difficoltà nell’accesso alla riabilitazione, presa in carico multidisciplinare ancora troppo debole, assistenza domiciliare insufficiente, mancanza di continuità tra servizi sanitari e sociali”. Palermo potrebbe diventare davvero una città ‘senza barriere’ secondo la Cisl Palermo Trapani, se sarà in grado di: guardare la scuola, il lavoro, la sanità, il welfare, i trasporti, la città fisica e quella digitale dagli occhi delle persone con disabilità e degli anziani non autosufficienti; assumere la logica del progetto di vita e di cura personalizzato; adottare politiche territoriali come quelle per la salute di prossimità, la non autosufficienza e l’inclusione lavorativa; puntare sulla contrattazione e i servizi sociali non come mondi separati, ma come due gambe dello stesso cammino.

“Per noi – ha aggiunto la segretaria -, è fondamentale lavorare in sinergia, ma questo impegno ha senso solo se viene condiviso”. Fra i punti toccati dall’intervento della segretaria la riforma del sistema legato alla disabilità, il decreto legislativo 62 del 2024, le difficoltà legate al mondo della scuola in particolare sulle criticità legate alla definizione del profilo di funzionamento spesso in ritardo, e il tema del lavoro delle persone con disabilità. “Quando diciamo che un’azienda deve applicare il collocamento mirato, non stiamo chiedendo solo un’assunzione numerica: stiamo chiedendo che si apra un cantiere di organizzazione, che si individui quale attività può essere svolta al meglio, quali strumenti tecnologici possono aiutarla, quali margini di flessibilità oraria possono consentire a un caregiver di conciliare lavoro e cura, quali percorsi formativi interni possono colmare i gap di competenze”.

Il “dopo di noi”

Altro punto il tema del Dopo di noi. “Per noi si tratta più di un è un ‘Durante noi’, fatto di percorsi graduali di separazione, di sperimentazioni di autonomia, di periodi di co abitazione. Una politica seria sulla non autosufficienza deve prevenire i ricoveri impropri, sostenere la domiciliarità finché è possibile, ma anche prevedere percorsi residenziali dignitosi, piccoli, integrati nel tessuto urbano, dove l’anziano non sia parcheggiato ma continui a essere cittadino”.

Per la Cisl è fondamentale la figura del Garante, “può dare forza agli anelli più fragili della catena, non solo per proclamare diritti, ma per difenderli quando vengono violati o ignorati” ha aggiunto Badami.

L’assessore comunale Mimma Calabrò

Per l’assessore alle Attività sociali e socio-sanitarie del Comune di Palermo, Mimma Calabrò, “Le barriere più difficili da abbattere non sono sempre quelle che si vedono. Esistono ostacoli fatti di solitudine, indifferenza e mancanza di opportunità che impediscono a tante persone di sentirsi davvero parte della comunità. Parlare di inclusione oggi significa costruire una città capace di ascoltare, accogliere e garantire dignità a tutti, senza distinzioni. La partecipazione attiva diventa allora uno strumento fondamentale: perché una società cresce davvero solo quando ogni persona ha la possibilità di contribuire, esprimersi e vivere pienamente i propri diritti. Come Assessore alle Attività Sociali, il mio impegno è costante e quotidiano, a 360 gradi, affinché nessuno si senta escluso o invisibile. Continuare a rafforzare la rete sociale, sostenere le fragilità e promuovere percorsi concreti di inclusione significa lavorare ogni giorno per una Palermo più umana, solidale e vicina ai bisogni reali delle persone”.

Il segretario regionale Leonardo la Piana

A concludere sarà il segretario generale Cisl Sicilia Leonardo La Piana: “Parlare oggi di inclusione significa avere il coraggio di cambiare modello. La vera sfida non è soltanto garantire servizi, ma costruire una rete sociosanitaria territoriale capace di accompagnare le persone con disabilità e le loro famiglie lungo tutto il percorso di vita. Per questo riteniamo indispensabile che si riconosca l’autonomia dei Distretti socio-sanitari, che devono diventare il luogo della presa in carico integrata, della programmazione dei servizi e della risposta concreta ai bisogni delle comunità. Senza una forte governance territoriale continueremo ad avere frammentazione, disuguaglianze e famiglie lasciate sole davanti ai problemi”.

“Accanto a questo, occorre rendere pienamente esigibile il principio dell’accomodamento ragionevole, innovando l’organizzazione, migliorando i servizi e i percorsi educativi e adattando i luoghi di lavoro alle caratteristiche della persona, rimuovendo ostacoli e barriere che limitano la partecipazione. È fondamentale che si scelga di investire nella prossimità con azioni e interventi concreti, valorizzando i territori e mettendo al centro la dignità, l’autonomia e il progetto di vita di ogni persona”.