Strade “scomparse” dalla viabilità cittadina ed inaccessibili alle auto; cumuli di rifiuti che  quasi raggiungono i tetti di alcune case e residenti alla disperata ricerca di aiuto da parte delle istituzioni: questo è il quadro che emerge dal nostro sopralluogo fra le strade dello Zen 2, a Palermo.

Dopo la segnalazione giunta alla nostra redazione sulle condizioni di via Rocky Marciano, abbiamo deciso di fare visita al quartiere popolare della settima circoscrizione. Nonostante l’acronimo della Zona Espansione Nord ricordi una filosofia orientale legata al rapporto con la natura, lo stato delle cose all’interno dell’area ha decisamente poco di “green”.

Il caso di via San Nicola. Una strada “fantasma”

Fra gli elementi di maggiore criticità vi è lo stato di via San Nicola, una piccola arteria che dovrebbe collegare lo Zen 2 a via Lanza di Scalea e zone limitrofe. L’utilizzo del condizionale risulta d’obbligo. La strada, da tempo, è inaccessibile alle auto, come dimostrato da un nostro precedente servizio. Il motivo è presto detto. L’area è oggetto di continui abbandoni illegali di rifiuti. Approfittando dell’oscurità delle notte, alcuni incivili utilizzano la strada come una discarica a cielo aperto.

Il quadro è agghiacciante. Il mobilio e gli ingombranti si uniscono ai numerosi sacchetti di spazzatura presenti. Immondizia che finisce per attrarre insetti e topi, che infestano le sterpaglie limitrofe. Uno scenario indegno di una società civile, dove il confine della decenza è stato superato da molto tempo. Tanto che i residenti hanno dovuto attrezzarsi “con mezzi propri” per impedire gli abbandoni illegali. Ciò sbarrando le vie di ingresso alla strada, con gli stessi ingombranti abbandonati lì. Ma ad ogni azione corrisponde u una reazione. Così, gli ignoti che mettono in pratica gli abbandoni non solo continuano imperterriti nella loro attività, ma addirittura danno fuoco alle cataste messe in piedi per impedirgli l’accesso.

“Lo Zen è come una bambina abbandonata”

La situazione diventa decisamente triste e sconfortante per chi si trova a vivere giorno per giorno il quartiere. Disappunto messo bene in evidenza da Salvatore Tranchina, residente impegnato nel sociale proprio all’interno dello Zen. “Essendo che l’immondizia non viene raccolta, si è accumulata un’incredibile montagna di rifiuti. Gli incivili hanno buttato di tutti: frigoriferi, lavatrici, legno, se ne approfittano. Serve più controllo in questi quartieri, visto che sono più soggetti agli abbandoni. Altrimenti, gli ingombranti si accumulano e diventa complicato raccoglierli”.

Un impegno, quello dei residenti, rappresentato dalla creazione di alcune realtà civiche, come l’associazione San Filippo Neri. Un gruppo composto da percettori del reddito di cittadinanza che si attiva grauitamente per ripulire il quartiere. Compagine messa in piedi proprio dallo stesso Tranchina. “La nostra associazione a togliere le arbacce, a fare lo spazzamento. Riusciamo a togliere l’immondizia dalle strade dello Zen. Ma di fronte a cataste simili, non riusciamo a fare nulla. C’è l’incredibile. E’ pericoloso. Ciò perchè sono accaduti anche degli incendi che hanno danneggiato i palazzi. Soprattutto nel periodo estivo”.

Un abbandono percepito dagli abitanti dello Zen. Un malessere rappresentato anche da Salvatore Tranchina durante la nostra live. “Alla Rap chiedo di essere più presente, togliendo gli ingombranti. Se li assembrate, dovete subito toglierli. Al Comune dico che lo Zen è una bambina abbandonata, che cresce senza nessuno accanto. E allora se ne approfittano tutti”, conclude amaramente Tranchina.