Altri due extracomunitari ritenuti gli scafisti di migranti tratti in salvo dalla nave Gregoretti della Guardia Costiera sono stati fermati dalla Polizia di Stato di Ragusa, che ha così concluso le indagini sull’arrivo di tutti i 115 migranti che erano a bordo.

I fermati sono due sudanesi, rispettivamente di 18 e 21 anni, nei cui confronti sono stati raccolti gravi indizi di colpevolezza sul favoreggiamento dell’immigrazione clandestina di 48 subsahariani. Il loro fermo segue di un giorno quello di un senegalese di un gambiano ritenuti gli scafisti di un primo gruppo di migranti. I migranti che hanno viaggiato sulla barca condotta dai due fermati hanno pagato in media 1.300 euro ciascuno per raggiungere l’Europa. Gli organizzatori libici hanno incassato circa 60.000 euro. Il ruolo dei due fermati, che si davano il cambio al timone ed alla bussola, è stato descritto con precisione dei testimoni. A giorni per i fermati l’udienza di convalida davanti al Gip.

Sono stati fermati 2 presunti scafisti dopo l’arrivo del 31 luglio di 115 migranti all’Hotspot di Pozzallo. La polizia ha fermato altri due scafisti sudanesi sui quali sono stati raccolti gravi indizi di colpevolezza. Sui due uomini ora pende l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina di 48 subsahariani.

Il servizio Centrale Operativo, Squadra Mobile di Ragusa e Siracusa hanno concluso le indagini anche sul secondo natante soccorso. Sono stati 1.300 euro in media pagati dai migranti per raggiungere l’Europa; gli organizzatori libici hanno incassato quasi 60.000 euro. Tutti i migranti sono stati fotosegnalati dalla Polizia Scientifica della Questura di Ragusa presso l’Hotspot di Pozzallo ed a breve verranno trasferiti secondo il piano di riparto della Prefettura iblea.

I sue scafisti fermati hanno origini sudanesi e hanno 18 e 21 anni.  L’imbarcazione sarebbe partita dalle coste tunisine. I migranti dopo il loro arrivo ad Augusta sono stati fatti scendere e poi trasferiti con autobus a Pozzallo dove sono stati presi in carico ed ospitati presso l’Hot Spot di Pozzallo per essere visitati e identificati dalla Polizia Scientifica. L’Ufficio Immigrazione ha avviato anche le pratiche inerenti la loro posizione in ordine alle norme sul testo unico per l’immigrazione.

Il 25 luglio la Centrale Operativa nazionale ha inviato la nave “Gregoretti” al fine di dare supporto al pattugliatore “Monte Sperone” che aveva soccorso un gommone con 91 migranti a bordo ed alla motovedetta CP 319 che aveva soccorso una barca in legno con 48 migranti a bordo. Subito dopo il soccorso alcun migranti sono stati fatti sbarcare per esigenze sanitarie ed i minori subito dopo. Nel pomeriggio del 31 luglio sono stati fatti scendere i 115 migranti per essere trasportati presso l’Hotspot di Pozzallo per le operazioni di identificazione.

Le indagini degli investigatori si sono concentrate sulle modalità d’ingresso delle due imbarcazioni. Ieri erano state concluse le indagini  sul gommone portato da un gambiano ed un senegalese, entrambi trasferito in carcere  e questa notte  gli uomini della Polizia di Stato hanno individuato gli altri due scafisti. Secondo i testimoni sono loro che hanno condotto la barca in legno di piccole dimensioni, favorendo l’ingresso irregolare di 48 centro africani.

Anche questi migranti hanno raccontato di essere partiti dalla Libia dopo mesi di permanenza nelle connection house. Questa volta hanno pagato in media 1.300 euro cadauno per raggiungere l’Europa. Gli scafisti hanno condotto il natante per un paio di giorni prima di essere soccorsi ed avevano in uso un navigatore satellitare ed una bussola.  I testimoni anche questa volta hanno descritto con molta precisione il ruolo dei due scafisti, uno era al timone e l’altro alla bussola e si davano il cambio ogni tanto. Le indagini sull’arrivo irregolare di tutti i migranti sono adesso concluse e gli scafisti a giorni saranno condotti davanti al Giudice per le Indagini Preliminari per l’udienza di convalida.