la vicenda è accaduta nel ragusano

Chiede soldi per la protezione, un arresto per estorsione nel Ragusano

Un uomo di 54 anni è stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di estorsione. L’indagato, con precedenti penali e che non risulta affiliato alle organizzazioni criminali, si sarebbe presentato nei giorni scorsi a Giarratana, nel Ragusano, al cospetto del titolare di un supermercato chiedendo 100 euro per la protezione dell’attività commerciale.

La denuncia della vittima

Il titolare, non intimorito dalla richiesta, avrebbe promesso di consegnare la somma il giorno e quando il 54enne è uscito dal locale, si è recato nella caserma della stazione di Giarratana per raccontare di quella visita. I militari, dopo aver raccolto la deposizione dell’imprenditore, hanno organizzato la trappola.

La trappola e l’arresto

Il presunto estorsore sarebbe arrivato puntuale all’appuntamento per incassare il denaro e contestualmente alla consegna dei soldi sono intervenuti i carabinieri che lo hanno bloccato e condotto in carcere, nel penitenziario  di Ragusa, come disposto dalla Procura.

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Ai domiciliari

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Ragusa ha poi convalidato l’arresto ma ha disposto per il 54enne i domiciliari.

Madre e figlio condannati per estorsione

Il gip del Tribunale di Siracusa, Tiziana Carrubba, ha emesso una sentenza di condanna a 10 anni di reclusione per estorsione nei confronti di Francesco Campanella, 32 anni, siracusano, mentre la madre Adele Lopiano, ha rimediato 5 anni.

L’arresto dell’uomo

Secondo quanto emerso nella tesi degli inquirenti, l’uomo che era stato arrestato dagli agenti della Squadra mobile di Siracusa nel luglio dello scorso anno, avrebbe formulato richieste di denaro, a scopo estorsivo, ai danni di alcuni commercianti di Ortigia, il centro storico di Siracusa, in concorso con la madre.

L’incendio ad un locale

Nell’inchiesta della Procura di Siracusa è finito anche l’incendio ad un locale in prossimità di piazza Cesare Battisti, sempre in Ortigia, ma, in quel caso, il rogo sarebbe stato una sorta di vendetta dell’imputato con i proprietari del locale per uno screzio avuto con la madre.

 

 

 

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