Non c’è nulla di cancellato o rimosso di cui gli psicoanalisti possano discutere in questo periodo di coronavirus, ma probabilmente ognuno di noi è tornato a considerare la fragilità umana che avevano imparato a disconoscere. La malattia e la morte ci rendono tutti deboli. Questa l’opinione di Franco De Masi, psicoanalista italiano.

 

“Io ho dedicato un libro a questo argomento dal titolo “Il limite dell’esistenza” che in inglese ha avuto una traduzione più coraggiosa “Making death thinkable” (Rendere la morte pensabile). Parlavo della morte personale, un momento della vita inevitabile: come prepararsi laicamente a essa? Quale riparazione è possibile davanti a un evento che ci cancella ed elimina ogni memoria di quello che siamo stati? Noi umani tolleriamo l’idea della morte quando questa riguarda gli altri. Possiamo tollerare, senza disperarci, che vi siano migliaia di morti in paesi lontani, come è accaduto e continua ad accadere in Siria.”

 

In questo periodo in cui ognuno si sente minacciato l’allarme aumenta, nessuno è escluso cittadini o capi di governo, la possibilità di ammalarsi suscita terrore. Forse assieme alla crescita della tecnologia, dei mezzi di trasporto e della sanità, è cresciuta la nostra credenza di essere “immuni” da situazioni avverse… oggi questo tipo di discorso crolla completamente. L’aumento delle morti globali ci minaccia, minaccia la nostra sopravvivenza fisica con il pericolo di una letale infezione.

 

“Ci si augura che dopo questo flagello l’uomo, più rispettoso di se stesso e degli altri esseri umani, non perda il senso della precarietà della sua esistenza, dell’umana fragilità. Mentre mi auguro questo, vedo questo cambiamento come molto complesso e difficile. Malgrado ci siano state grandi tragedie del passato, quella più grande certamente il nazismo e i campi di sterminio, l’uomo ha un’enorme difficoltà ad apprendere dall’esperienza dolorosa.”

 

L’uomo resta un abitante del pianeta, non il trionfatore sulla natura… con il rispetto per se stesso e per gli altri esseri viventi. Il pensiero dello psicanalista va anche sul pericoloso problema del riscaldamento globale, convinto che anche questo meriterebbe l’attenzione di tutti anche se al momento forse non ci tocca da vicino.

 

Dipinto in foto di: Michael Peter Ancher