PALERMO (ITALPRESS) – Realizzare percorsi di rigenerazione per dare allo ZEN 2 non solo un aspetto nuovo, rilanciandone l’immagine a livello estetico, ma anche una svolta dal punto di vista culturale, economico e sociale. Questo l’iter progettuale alla base dell’accordo di rete tra istituzioni e privato sociale per lo sviluppo del quartiere San Filippo Neri di Palermo, illustrato negli spazi dell’istituto comprensivo Giovanni Falcone.
“L’accordo è l’esito di un percorso che ci vede a confronto da maggio, in risposta anche ai dolorosi fatti accaduti in questa scuola. Una cornice interistituzionale che vuole sigillare un patto fortissimo tra istituzioni ed enti del terzo settore, e naturalmente anche tutte le realtà diffuse nel territorio e che giocano un ruolo importante, come i consultori familiari o il Dipartimento di Giustizia minorile. Una cabina di regia che sarà utile all’amministrazione in tutte le sue direzioni. Il primo passo la spesa di 1,5 milioni di euro per la riqualificazione del centro Opian; a seguire tutte quelle azioni condivise che vedranno di nuovo finalmente l’arrivo di assistenti sociali nel cuore dello Zen 2, in un momento più che mai delicato. Ed ancora, azioni che l’amministrazione vuole mettere a sistema per realizzare in sinergia obiettivi comuni nel quartiere. Io sono nata e cresciuta qui, e questo accordo è un qualcosa di davvero prezioso”, ha spiegato l’assessore comunale alle Attività sociali, Rosi Pennino.
“Un impegno di cura per il riscatto di una comunità isolata, in un continuo stato di degrado accentuato dagli scarsi collegamenti con il resto della città”, è stato sottolineato. “Il disagio della Zona Espansione Nord è economico, culturale, abitativo, e con un preoccupante tasso di disoccupazione (quasi l’80%) – è stato spiegato -. La sua rigenerazione deve coinvolgere tutti i livelli della popolazione”.
A firmare l’accordo con il Comune l’Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia, i sindacati Cgil, Cisl e Uil, la Sicet, la Parrocchia San Filippo Neri, il Ministero della Giustizia, l’Asp di Palermo, l’Istituto Autonomo Case Popolari ed altre associazioni che si impegnano nella co-programmazione e co-progettazione degli interventi sviluppando percorsi condivisi, al fine di superare ogni forma di marginalità.
“Un protocollo di impegno e volontà da parte di tante istituzioni, enti territoriali e locali, mondo della chiesa, associazionismo e volontariato. Una task Force di cura verso il quartiere, nelle sue possibilità e potenzialità. Siamo in una fase di preparazione di un accordo con lo Iacp che punta a un percorso di riqualificazione. Mi auguro che questo sia un impegno di buona volontà tra gentiluomini e gentildonne, insieme per il il bene di una comunità che vuole definitivamente affrancarsi da una serie di pregiudizi, liberarsi da catene che da troppo tempo la affliggono quotidianamente”, ha aggiunto il sindaco Roberto Lagalla. Tra i presenti anche il Prefetto di Palermo, Maria Teresa Cucinotta.
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