Doveva essere la seduta della verità. È diventata la seduta del dubbio. A Priolo il Consiglio comunale chiamato ad approvare il Documento unico di programmazione 2026-2028 si è trasformato in un rebus politico-istituzionale che lascia la città sospesa tra due scenari opposti: scioglimento immediato dell’aula o clamorosa riapertura dei giochi.
La presidente
La presidente del Consiglio, Federica Limeri, ha disposto la votazione del Dup. Al termine, ha proclamato la bocciatura del documento, propedeutico al Bilancio. Un passaggio tutt’altro che tecnico: senza Dup l’assemblea decadrebbe. A votare contro sono stati i consiglieri della maggioranza a sostegno dell’amministrazione guidata dal sindaco Pippo Gianni, insieme alla stessa presidente. Poi la chiusura della seduta per mancanza del numero legale. Sembrava la parola fine. Invece era solo l’inizio.
Lo scontro in aula e il cambio di rotta
Subito dopo la proclamazione dell’esito si sono accese le contestazioni dell’opposizione, in particolare degli esponenti dell’area Mpa–Grande Sicilia vicina al deputato regionale Giuseppe Carta. Dubbi sulla regolarità del voto, rilievi procedurali, richieste di chiarimenti. In un clima sempre più teso, la presidente ha preso nuovamente la parola aggiornando la seduta. Un cambio di programma inatteso. Ma al momento della ripresa, l’aula è rimasta deserta e così è stata aggiornata a stasera.
Il cortocircuito
Il risultato è un cortocircuito istituzionale: da una parte la dichiarazione formale che il Dup è stato respinto; dall’altra interlocuzioni in corso, richieste di pareri legali e verifiche sulla validità della votazione. Perfino il segretario comunale si è trovato dentro un terreno scivoloso, dove non è chiaro se il Consiglio sia già decaduto o se esista ancora, almeno fino a diverso pronunciamento. Scioglimento sì o scioglimento no: è questo il punto.
Il contesto: una partita che va oltre il Dup
Ridurre tutto a una questione di regolamenti sarebbe fuorviante. La seduta di ieri è l’ultimo capitolo di una partita politica che da mesi oppone il sindaco Pippo Gianni, veterano della scena priolese, e Giuseppe Carta, leader autonomista che punta a consolidare il proprio peso nel siracusano. Il Dup è diventato l’arma di uno scontro più ampio. Già a dicembre la bocciatura del documento aveva aperto la strada all’esercizio provvisorio e all’arrivo del commissario ad acta da Palermo. Ora il voto contrario espresso anche da chi sostiene l’amministrazione appare come una mossa dagli effetti potenzialmente dirompenti.
La sfida
Per Gianni lo scenario è paradossale: se lo scioglimento fosse confermato, il Consiglio decadrebbe ma il sindaco e la giunta resterebbero in carica, secondo il modello già visto in altri Comuni siciliani. Un sindaco senza aula, ma formalmente saldo al suo posto. Per Carta, invece, sarebbe una vittoria a metà: colpire il Consiglio significherebbe azzerare l’assemblea, ma rischierebbe di lasciare Gianni “solo al comando”, libero dai veti consiliari.
Priolo è sospesa
Nel frattempo Priolo resta in attesa. Le verifiche legali diranno se la bocciatura del Dup è atto definitivo o passaggio da riesaminare. Se l’aula sia già consegnata a un commissario o possa essere “resuscitata” con un’interpretazione diversa dei verbali. La politica, intanto, continua a muoversi dietro le quinte. Perché al di là del destino formale del Consiglio, il vero nodo resta lo stesso: chi guiderà gli equilibri del potere locale nei prossimi mesi. Il Dup doveva essere un documento di programmazione. È diventato un test di forza. E Priolo si ritrova nel mezzo, in attesa di capire se quella di ieri sia stata la fine del Consiglio o solo l’ennesimo atto di una crisi che non ha ancora deciso come concludersi.






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