Gennaio 2028. Non è la data di un appuntamento istituzionale né il titolo di un film di fantascienza. È quando, in alcune zone della provincia di Siracusa, si riesce ad ottenere una mammografia o una colonscopia gratuitamente. Le liste d’attesa nella sanità siciliana continuano a mordere, e i dati pubblicati sul portale regionale Costruire salute, proprio quelli dell’Asp aretusea, tra le poche virtuose nel monitoraggio, lo certificano senza possibilità di equivoco.
Pagare subito per tagliare la coda
La storia di un uomo- raccontata dal TG3 Sicilia che ha realizzato un servizio sul fenomeno- residente ad Avola, è emblematica. Ha bisogno di una risonanza magnetica: il Cup gliel’ha offerta il 29 luglio. Mesi di attesa. Poi, quasi per caso, chiede se con l’intramoenia — le prestazioni a pagamento erogate dai medici del servizio pubblico — ci sia qualche alternativa. La risposta è stata secca: “Dopodomani può andare all’Umberto I di Siracusa e gliela fanno”. Pagando, naturalmente.
La replica dell’Asp: “I tempi di garanzia vengono rispettati su base provinciale”
L’Asp di Siracusa non ci sta e replica punto per punto. Sul caso mammografie a Lentini, l’azienda spiega che il servizio è garantito da una sola senologa, impegnata anche nella Breast Unit aziendale, il che determina la saturazione delle agende locali. Ma — precisa l’Asp — sono disponibili slot immediati altrove: già dal 10 aprile all’Umberto I di Siracusa e a Pachino, tra il 14 e il 15 aprile ad Augusta e Priolo, e comunque entro breve anche ad Avola. L’azienda annuncia inoltre un incremento straordinario dell’offerta nella zona nord della provincia.
Sulle colonscopie, l’Asp cita numeri concreti: nel 2026 le prestazioni di gastroenterologia sono cresciute del 27% rispetto all’anno precedente, le colonscopie del 27,3%. Il presidio di Lentini, quello più in difficoltà, ha addirittura registrato un +133%. Ogni settimana, a livello provinciale, vengono erogate 50 colonscopie, 43 gastroscopie e 11 visite. “I dati riferiti al singolo presidio — sottolinea l’azienda — non possono essere letti isolatamente, ma devono essere inquadrati in un sistema aziendale integrato”.
L’intramoenia vola, il pubblico arranca
Il tema, però, è più ampio e riguarda tutta la Sicilia. Secondo il sindacato Cimest, il medico siciliano recordman delle prestazioni in regime intramoenia — un professionista catanese — ha incassato 261mila euro in un solo anno da questa voce. Un dato che la dice lunga sul meccanismo denunciato da più parti: liste d’attesa lunghissime nel pubblico, corsia preferenziale a pagamento sempre disponibile.
La rete Salviamo il servizio sanitario nazionale, promossa dalla fondazione Gimbe, va giù dura: i 40 milioni stanziati dalla Regione nel 2025 per abbattere le liste sono finiti in gran parte alle strutture private, senza miglioramenti tangibili, anche perché il SovraCup — strumento chiave per la gestione integrata delle agende — non è ancora stato attivato.
Spada (Pd) chiede le dimissioni di Faraoni
Sul fronte politico, il deputato regionale dem Tiziano Spada alza la voce e attacca l’assessore regionale alla Sanità Daniela Faraoni, assente proprio nel giorno in cui l’Assemblea Regionale Siciliana discuteva misure cruciali per i cittadini: la riduzione del costo dei parcheggi negli ospedali per i pazienti oncologici, la realizzazione del terzo centro siciliano sull’endometriosi a Enna e — tema caro ai siracusani — il nuovo ospedale di Siracusa, la cui audizione è stata rinviata per l’ennesima volta.
“Arrivare a Palermo e non trovare l’assessore conferma l’incapacità di adempiere al ruolo — tuona Spada —. In questo modo non solo si gioca con le persone, ma anche con il ruolo delle istituzioni”. E la chiusura è netta: “L’assessore Faraoni si dimetta perché non è in grado di adempiere al ruolo per cui è stata scelta dal Governo Regionale”.
Faraoni, dal canto suo, sostiene che per le prestazioni urgenti i tempi siano tornati nella norma e che le difficoltà dipendano anche dalla carenza di medici specialisti. Una risposta che, evidentemente, non convince tutti.






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