Circa trenta detenuti hanno occupato il blocco 10 della Casa circondariale di Siracusa-Cavadonna, dopo che quattro di loro sarebbero riusciti a sottrarre le chiavi a un agente della Polizia penitenziaria. È quanto affermano Aldo Di Giacomo, Vice Segretario Generale CNPP-SPP, e Domenico Del Grosso, Segretario Regionale CNPP-SPP, intervenendo sui fatti verificatisi nel carcere siracusano.
Secondo quanto riferiscono i due sindacalisti, l’emergenza è durata circa cinque ore e, a fronte di una presenza in servizio di appena una decina di poliziotti, è stato necessario richiamare personale dagli istituti penitenziari di Noto, Caltagirone, Brucoli e Ragusa.
Durante le tensioni, riferiscono ancora Di Giacomo e Del Grosso, un altro detenuto avrebbe devastato alcune suppellettili dell’infermeria, mentre un agente sarebbe rimasto ferito.
La posizione del CNPP-SPP
“Quando quattro detenuti riescono a sottrarre le chiavi a un poliziotto, una trentina di reclusi prende il controllo di un blocco e per ristabilire l’ordine occorre far arrivare personale da quattro diversi istituti penitenziari, non siamo più davanti a una semplice protesta. Per alcune ore lo Stato ha perso il controllo effettivo di un reparto del carcere”.
Di Giacomo e Del Grosso precisano che “le ragioni di qualsiasi protesta possono e devono essere ascoltate nelle forme previste dall’ordinamento. Le condizioni detentive dignitose sono un obbligo dello Stato. Ma nessuna rivendicazione può trasformarsi nel diritto di sottrarre chiavi a un poliziotto, impossessarsi di un reparto e tenere sotto scacco un istituto penitenziario”.
Cavadonna tra sovraffollamento e carenza di personale
Nel loro intervento, i rappresentanti sindacali richiamano anche i numeri relativi all’istituto. Secondo i dati citati, a Cavadonna sono presenti 721 detenuti a fronte di 545 posti regolamentari. Gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria effettivi sarebbero invece 266, contro i 310 previsti.
“I numeri ufficiali rendono ancora più evidente la situazione: Cavadonna ospita 721 detenuti a fronte di 545 posti regolamentari, mentre risultano 266 appartenenti alla Polizia Penitenziaria effettivi contro i 310 previsti. Mancano quindi 44 poliziotti rispetto alla dotazione prevista, mentre i detenuti superano di 176 unità la capienza regolamentare. Non occorre un’altra commissione di studio per capire che questa combinazione produce un rischio permanente”.
“Un problema nazionale”
Per Di Giacomo e Del Grosso, quanto accaduto a Siracusa rappresenterebbe una delle manifestazioni delle difficoltà che interessano il sistema penitenziario.
“Cavadonna sta diventando il simbolo di un problema nazionale: la Polizia Penitenziaria viene lasciata a gestire con uomini insufficienti istituti sovraffollati, aggressioni, proteste, incendi, sequestri di telefoni, rifiuti di rientrare nelle celle e reparti sempre più difficili da governare. Quando per affrontare un’emergenza in un carcere bisogna svestire altri quattro istituti, non si stanno utilizzando rinforzi: si sta semplicemente spostando la carenza di personale da un carcere all’altro”.
La richiesta al DAP e al Ministero
Il CNPP-SPP chiede quindi un intervento sul carcere siracusano, con un rafforzamento stabile dell’organico e il ripristino di condizioni di sicurezza ritenute adeguate.
“Chiediamo al DAP e al Ministero della Giustizia un intervento immediato su Cavadonna, il ripristino di condizioni di sicurezza effettive e un rafforzamento stabile dell’organico. Il poliziotto penitenziario non può entrare in servizio chiedendosi se, in caso di rivolta, arriveranno abbastanza colleghi da altre province per riprendere il controllo del carcere.”






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