Un gruppo di agricoltori ed allevatori si è radunato fin dalle prime ore del mattino davanti alla raffineria Isab Sud di Priolo per protestare contro il caro carburanti, che continua a mettere in difficoltà questo importante comparto siciliano.

Protesta davanti all’Isab

La mobilitazione si è svolta stamane davanti a uno dei principali poli della raffinazione nazionale, da cui transita una quota significativa del carburante distribuito lungo tutta la rete italiana. Un presidio dal forte valore simbolico, considerato che il complesso Isab, articolato su due raffinerie, copre oltre un quinto della produzione destinata al mercato interno.

Costi del gasolio

Al centro della protesta, l’impennata dei costi del gasolio agricolo, che negli ultimi mesi ha registrato aumenti tali da compromettere la sostenibilità economica delle aziende. Una crescita ritenuta insostenibile dagli operatori del settore, soprattutto in una fase cruciale come quella dell’avvio delle campagne agricole, quando le spese diventano più consistenti.

Taglio accise insufficiente

Il taglio temporaneo delle accise disposto a livello nazionale viene considerato insufficiente ad arginare l’aumento dei prezzi, con effetti che continuano a pesare sui bilanci delle imprese. Il rincaro dei carburanti, secondo i manifestanti, sta già incidendo sull’intera filiera, con ripercussioni sui costi di trasporto e, a cascata, sui prezzi al consumo.

La mobilitazione

Alla protesta hanno preso parte operatori provenienti da diverse aree della Sicilia orientale, a conferma di una crisi diffusa che non riguarda soltanto il comparto agricolo ma si estende a tutto il sistema produttivo. Presente anche una rappresentanza istituzionale locale, che ha espresso vicinanza al settore e sollecitato interventi urgenti per sostenere le aziende in difficoltà.

La mobilitazione potrebbe proseguire nei prossimi giorni. In assenza di risposte concrete, il fronte della protesta è destinato ad allargarsi, con la prospettiva di un’adesione alle iniziative annunciate dagli autotrasportatori, uno scenario che rischia di amplificare ulteriormente le criticità lungo l’intera filiera dei rifornimenti.