I giudici d’appello della corte dei conti presieduta da Giovanni Coppola hanno condannato Ugo Rossi e Maurizio Musco rispettivamente ex procuratore capo ed ex sostituto procuratore di Siracusa a risarcire il ministero della giustizia rispettivamente con 20 mila euro e 30 mila euro per danno d’immagine.

In primo grado erano stati condannati a pagare 50 mila euro ciascuno. Rossi e Musco sono stati condannati in via definitiva per il reato di abuso d’ufficio per fatti inerenti all’esercizio delle loro funzioni.

La vicenda giudiziaria ha origine dalle denunce di un periodico e dell’ordine degli avvocati di Siracusa, che avevano segnalato una rete intrecciata di società in cui figuravano legali, magistrati, imprenditori e loro familiari, che partecipavano attivamente ai processi celebrati in città. Il ministero decise di inviare degli ispettori per accertare queste commistioni, e nella successiva relazione emerse un “uso distorto delle funzioni” dei due procuratori”.

“I fatti per i quali è intervenuta la condanna penale degli odierni convenuti, hanno proiettato uno scenario che rappresenta – ribadiscono i giudici nella sentenza d’appello – un duro colpo alla percezione della magistratura come un sicuro baluardo costituente solido e illuminato punto di riferimento per la salvaguardia dei valori della collettività”.

In appello le somme sono state rideterminate visto che sia Musco che Rossi “non abbiano tratto illeciti profitti personali dai comportamenti illegittimi posti in essere”.