Qualcosa si è rotto. E non è un crepa, è una frattura.
A 6 settimane dalle elezioni comunali di Lentini, il quadro del centrodestra si è complicato in modo che va ben oltre la normale dialettica di coalizione. Forza Italia potrebbe non presentare la propria lista. Peggio ancora, almeno nell’ottica del candidato sindaco Giuseppe Fisicaro, alcuni suoi esponenti starebbero ragionando se schierarsi con il fronte opposto, quello del candidato del Campo Largo Enzo Pupillo.
L’appello di Fisicaro: quando la diplomazia è un segnale d’allarme
Che qualcosa non vada lo dice Fisicaro stesso, con quella forma elegante dell’appello pubblico che in politica vale quanto un grido d’allarme. «Rivolgo un appello ai tesserati di Forza Italia e, per primo, al segretario del circolo Pippo Innocenti» — ha dichiarato il candidato sindaco — «è da scongiurare un orientamento verso altre coalizioni».
Traduzione: il rischio è concreto, abbastanza da richiedere un intervento diretto. Non si lancia un appello alla lealtà quando la lealtà è scontata. Si lancia quando scricchiola.
Fisicaro ha scelto le parole giuste — «casa comune», «valori moderati, cattolici e liberali», «progetto condiviso» — ma il messaggio sottostante è politico e urgente: Forza Italia, in questo momento, non è dentro. E potrebbe finire dall’altra parte.
Ma anche Forza Italia è divisa
C’è, però, una spaccatura nella spaccatura: quella dentro Forza Italia. L’area della senatrice Daniela Ternullo – melillese come Carta – sostiene, con la lista Azzurra, la candidatura di Fisicaro. Una scelta ben precisa, sul solco della coerenza politica. Va detto che prima della sfiducia al sindaco, c’erano state delle frizioni interne tra il consigliere Davide Marchese ed il coordinatore Innocenti.
Come si è arrivati fin qui
La storia recente di Lentini racconta di un centrodestra che ha costruito la propria corsa alle elezioni bruciando i ponti con chi avrebbe dovuto essere alleato. Il deputato regionale Peppe Carta ha orchestrato la sfiducia alla giunta di Rosario Lo Faro — un sindaco che lo stesso Mpa aveva contribuito a eleggere ed e ha indicato Fisicaro come candidato senza passare da un tavolo comune. Fisicaro è una figura non priva di logica: ex assessore al Bilancio della giunta appena abbattuta, rappresenta una continuità amministrativa con un volto nuovo. Ma la scelta è stata calata dall’alto, non costruita dal basso.
Forza Italia, con il coordinatore regionale Riccardo Gennuso, aveva chiesto un tavolo unitario. Non è arrivato. Carta ha giocato d’anticipo e FI si è trovata davanti a un fatto compiuto. Da lì, la tensione non si è mai allentata. L’ipotesi di un proprio candidato, il nome di Angelo Maenza era circolato, non si è mai del tutto concretizzata. E ora, secondo quanto segnalato dallo stesso Fisicaro, qualcuno tra i forzisti avrebbe fatto un passo ancora più sorprendente: guardare a Pupillo.
Pupillo, il beneficiario
Enzo Pupillo guidava già una coalizione solida: PD, M5S, Sinistra Italiana, più il recente ingresso di Controcorrente. Un Campo Largo costruito con pazienza, mentre il centrodestra discuteva. Se a questo si aggiungessero candidati provenienti da Forza Italia, il risultato sarebbe doppiamente significativo: una coalizione che cresce non solo numericamente, ma che sottrae pezzi all’avversario.
Per Pupillo sarebbe un regalo politico. Per Fisicaro, una ferita difficile da spiegare agli elettori moderati che vorrebbe attrarre.
Gli scenari possibili
La partita può ancora chiudersi in modi diversi
Il primo scenario è la ricucitura dell’ultimo minuto. Fisicaro lancia l’appello, Innocenti raccoglie, FI presenta una lista e rientra nel centrodestra in extremis. Succederebbe a patto che ci sia una contropartita concreta, ruoli nell’eventuale giunta, garanzie politiche, un segnale che la corsa non è solo “la lista di Carta”. Scenario possibile, ma complicato da costruire in pochi giorni.
Il secondo scenario è l’astensione organizzata. FI non presenta la lista, non sostiene ufficialmente Pupillo, ma lascia libertà di voto ai propri tesserati. Una scelta che nella forma è neutrale, nella sostanza è un danno al centrodestra: gli elettori moderati senza un riferimento chiaro tendono a disperdersi o a restare a casa.
Il terzo scenario — quello evocato dall’appello di Fisicaro — è il più dirompente: candidati forzisti attivamente in campo con Pupillo. Se si verificasse, non sarebbe solo una sconfitta di Fisicaro. Sarebbe la certificazione che il centrodestra a Lentini non esiste come soggetto unitario.
La posta in gioco va oltre Lentini
Come sempre in questi casi, il voto locale è anche una prova di forza regionale. Carta ha costruito la sua mossa per rafforzarsi nell’asse del Siracusano. Se perde Lentini — peggio, se la perde con pezzi del suo stesso campo — ne escono indeboliti sia lui che il modello politico che rappresenta. Gennuso, dal canto suo, può trasformare una sconfitta tattica in un punto di partenza: dimostrare che senza FI il centrodestra non vince è un argomento spendibile in tutti i tavoli che verranno.
Fisicaro, nel mezzo, ha lanciato il suo appello. Ora aspetta una risposta.






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