Avrà inizio domani, al palazzo di giustizia di Siracusa, il processo Firmopoli, frutto dell’inchiesta della Procura sulle presunte false sottoscrizioni di 13 liste partecipanti alle elezioni elettorali del 2013. Un procedimento, però, destinato a non arrivare mai alla fine per effetto della prescrizione che scatterà nel 2021 ma intanto i 12 imputati dovranno presentarsi, insieme ai loro avvocati, per rispondere dell’accusa di falso ideologico.

Tra i nomi spicca certamente quello dell’ex sindaco di Siracusa, Giancarlo Garozzo, nei mesi scorsi assolto per non aver commesso il fatto dall’accusa di turbativa d’asta relativa alla gara per l’affidamento del servizio idrico. Il fascicolo sull’acqua era stato aperto dall’ex pm di Siracusa, Giancarlo Longo, arrestato nel febbraio del 2018  su un presunto giro di sentenze pilotate ed ora fuori dalla magistratura dopo aver patteggiato 5 anni di reclusione.

L’inchiesta Firmpoli, condotta dagli agenti della sezione di Polizia giudiziaria e coordinata dal pm Antonio Nicastro, è stata avviata dopo una denuncia in tribunale, da Giuseppe Patti, che nel 2013,  compariva come capolista di Rinnoviamo Siracusa Adesso, un movimento a sostegno di Giancarlo Garozzo del Partito democratico, vincitore del ballottaggio con Ezechia Paolo Reale. Nella sua deposizione, Patti aveva spiegato che quella lista avrebbe avuto un ordine di candidati ben preciso solo che lui stesso, a pochi giorni dalla scadenza, avrebbe imposto il suo inserimento in cima al movimento per averne un tornaconto elettorale ma la nuova raccolta di  firme non sarebbe stata autentica.

Negli interrogatori fiumi, che si sono tenuti al palazzo di giustizia, non solo sono state disconosciute alcune firme ma ci sono stati decine e decine di casi di persone che hanno dichiarato di avere firmato senza la presenza dell’autenticatore.

Non saranno processati gli ex consiglieri Salvatore Sorbello, ex assessore ai Trasporti del Comune di Siracusa, Vittorio Anastasi, e l’ex presidente della Provincia di Siracusa, Armando Foti,  finiti nell’indagine della Procura, la cui posizione è stata poi archiviata.

Gli altri imputati sono l’ex vicepresidente del Consiglio comunale, Michele Mangiafico, l’ex assessore alle Politiche sociali, Emanuele “Liddo” Schiavo, gli ex consiglieri comunali Luciano Aloschi, Sebastiano Di Natale, Natale Latina, Riccardo Cavallaro,  tre funzionari pubblici, Ignazio Leone, Salvatore Gianino ed Ettore Manni, due ex consiglieri provinciali, Sebastiano Butera e Nunzio Dolce.