La polemica

Il sindaco di Siracusa dice no al 5G, “un errore grave, non in linea con Azione” bacchetta Calenda

Il leader e fondatore di Azione, Carlo Calenda, ha bocciato la decisione del sindaco di Siracusa, Francesco Italia, esponente di Azione, di impedire l’installazione di impianti 5G nella città siciliana. Un provvedimento, quello del primo cittadino, emanato nell’aprile scorso dopo alcune proteste, soprattutto via social, sollevate da alcuni residenti di una zona nord di Siracusa, che temevano l’imminente montaggio di un ripetitore.

Carlo Calenda ha usato twitter per bacchettare uno dei suoi fedelissimi, uno dei primi sindaci italiani a sposare il suo progetto. “Trovo un errore grave quello fatto da Italia. Spero ci ripenserà. Certamente non è la linea di Azione” scrive Calenda. Nella sua ordinanza, Italia aveva motivato così la sua scelta, peraltro contestuale al periodo di massima allerta per il Covid19. “È una materia – si legge nel provvedimento – che richiede cautela. C’è la necessità di attendere ulteriori progressi della ricerca perché allo stato il rischio potenziale per la salute pubblica è più alto dei benefici portati dalla sperimentazione. Le misure di contenimento del coronavirus, il flusso di notizie, purtroppo non sempre veritiere, sulle conseguenze dell’infezione e l’incertezza sulla durata dell’emergenza e delle prospettive economiche stanno causando un forte disagio emotivo tra la gente. Tutti i giorni, in misura maggiore in queste settimane, tocco con mano la preoccupazione della gente e non vedo la ragione di fornire oggi ulteriori motivi di allarme”.

Altri Comuni del Siracusano si sono schierati contro il 5G, tra cui Palazzolo Acreide, Comune montano guidato dal sindaco leghista, Salvatore Gallo. “Le radiofrequenze del 5G sono del tutto inesplorate, mancando – si legge nell’ordinanza del Comune di Palazzolo –  qualsiasi studio preliminare sulla valutazione del rischio sanitario e per l’ecosistema derivabile da una massiccia, multipla e cumulativa installazione di milioni di nuove antenne che, inevitabilmente, andranno a sommarsi alle decine di migliaia di stazioni radio base ancora operative per gli standard tecnologici di comunicazione senza fili 2G, 3G, 4G oltre alle migliaia di ripetitori wifi attivi”.

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