Rivolta nel carcere di Siracusa-Cavadonna, dove dal pomeriggio di ieri un gruppo di detenuti in attesa di trasferimento ha forzato le recinzioni dei cortili di passeggio, riuscendo a raggiungere i tetti della struttura. Secondo quanto riferito dall’Osapp, sindacato di polizia penitenziaria,  il gruppo di detenuti era già stato protagonista nei giorni scorsi di scontri con altri reclusi di nazionalità italiana.

Cosa è accaduto

La decisione di trasferirli in un’altra struttura ha causato i disordini. I detenuti  hanno devastato i pannelli fotovoltaici, distruggendoli a colpi di pietra per poi usare delle barre  contro il personale di Polizia Penitenziaria, parte del quale è salito sul tetto, intervenuto per ripristinare l’ordine. “Per sfuggire al fitto lancio di pietre e all’aggressione con le sbarre di ferro, comprendendo di essere sul punto di soccombere a quella furia, alcuni poliziotti si sono visti costretti a lanciarsi dal tetto” spiegano Giuseppe Argentino, segretario provinciale dell’Osapp

I feriti

Sono 11 i feriti e secondo quanto fatto sapere dal sindacato sette sono finiti al Pronto soccorso di Siracusa, gli altri 4 al Di Maria di Avola. Per riportare la situazione sotto controllo sono stati richiamati in servizio gli agenti liberi dal servizio e sono arrivati rinforzi da altri istituti penitenziari della zona. Il perimetro esterno del carcere è stato presidiato da Carabinieri, Polizia di Stato e Guardia di finanza per prevenire eventuali tentativi di evasione.

La denuncia dell’Osapp

“Siamo davanti a un disastro annunciato – denuncia Giuseppe Argentino, segretario provinciale dell’Osapp –. I colleghi, a cui va la nostra totale solidarietà, fanno da scudo umano in una struttura fuori controllo per carenza organica e sovraffollamento”.

“Chiediamo di capire se le regole d’ingaggio previste per fronteggiare situazioni così caotiche e critiche siano state applicate correttamente. Riteniamo inaccettabile che un numero così limitato di facinorosi abbia potuto determinare un tale livello di violenza e mandare in ospedale ben dieci unità della Polizia Penitenziaria” afferma Argentino.

Il sindacato esprime inoltre apprezzamento per l’intervento del provveditore Veneziano, che avrebbe assunto personalmente il coordinamento della situazione. “Finalmente il personale vede un dirigente generale dell’amministrazione penitenziaria in prima linea, in un momento così delicato” aggiunge Argentino.