“Il TAR è entrato nel merito e ha respinto il ricorso: la bontà della nostra azione è scritta nero su bianco. È il riconoscimento di un lavoro serio, tecnico, fatto solo per l’interesse generale. Michelangelo Giansiracusa, presidente del Libero Consorzio di Siracusa, non nasconde la soddisfazione dopo il verdetto della sezione catanese del Tribunale Amministrativo Regionale.

Una sentenza che, il 15 aprile, ha messo fine a mesi di carte bollate e tensioni, blindando ufficialmente il piano che promette di sgonfiare i costi delle locazioni passive anche se i ricorrenti hanno un altro asso nella manica da giocare: l’appello al Cga. Sempre se vorranno.

Lo scontro legale

Non è stato un percorso in discesa. Il braccio di ferro legale, scatenato dal comitato “Tuteliamo l’Istituto Rizza” e da un gruppo di docenti, puntava a far deragliare una delibera che ora, invece, poggia su basi di granito. Per i giudici di primo grado non ci sono dubbi: l’azione dell’ente, difeso dall’avvocato Andrea Nicosia, è pienamente legittima, coerente e risponde a un obiettivo pubblico sacrosanto: tagliare gli sprechi

Il “tesoretto” del Consorzio

I numeri parlano chiaro e sono il motore di tutta l’operazione. Siracusa spende oggi circa 936.000 euro all’anno tra affitti e utenze per i suoi istituti. Troppo. Il piano di Giansiracusa punta dritto a un risparmio immediato di 300.000 euro annui già dal 2026, con la prospettiva di accumulare economie ancora più pesanti nel biennio successivo. L’idea è semplice ma radicale: liberare gli edifici privati e riportare gli studenti “a casa”, in plessi di proprietà dell’ente

Il valzer delle aule

Il cuore della riorganizzazione è un gioco di incastri perfetto. Il “Rizza” lascerà lo storico Palazzo degli Studi di via Diaz per volare in via Modica, unendosi all’Insolera. Al suo posto, arriverà il Liceo Corbino, vicino di casa, che utilizza per una parte dei suoi studenti il plesso privato di via Pitia, pagando un affitto ai proprietari.

E non finisce qui: l’Alberghiero “Federico II” traslocherà in viale Santa Panagia (sede Ex Iuvara), mentre Einaudi, Gargallo e Quintiliano subiranno un restyling logistico per eliminare ogni centimetro quadro pagato a peso d’oro

Piazze contro bilanci

A gennaio, l’aria era elettrica. “Salviamo il Rizza” gridavano studenti ed ex alunni in un corteo che ha colorato Ortigia, difendendo l’identità storica della sede di via Diaz. Una battaglia romantica contro una realtà di bilancio durissima: la scuola, per chi manifestava, non poteva essere un mero capitolo di spesa. Ma Giansiracusa ha tirato dritto: “Desidero sottolineare che questo percorso non nasce per contrapporsi a qualcuno, ma per migliorare le condizioni dei nostri studenti, offrendo spazi più adeguati, funzionali e sostenibili nel tempo”.

Oggi, con la sentenza del TAR in tasca, la bilancia pende dalla parte di Giansiracusa che, però, parla di clima più disteso. “Le interlocuzioni di questi giorni, anche con la dirigenza dell’Istituto Rizza-Insolera, dimostrano che è possibile mantenere un confronto civile e costruttivo, nell’interesse primario dei ragazzi e della comunità scolastica”