Il Piano Comunale di Classificazione Acustica (PCCA) costituisce uno degli strumenti di pianificazione più rilevanti per il futuro della città: non si limita a stabilire i limiti di rumorosità nelle diverse parti del territorio comunale, ma definisce la vocazione funzionale dei quartieri e ne orienta l’evoluzione nel tempo. Su questo tema è intervenuto Giuseppe Macca, socio Pioniere di uno degli 11 fari territoriali cittadini di Controcorrente, con una relazione sul Piano di zonizzazione acustica e sulle proposte del movimento per conciliare residenzialità e movida decentrando da Ortigia.
Il comunicato è firmato da tutti i Pionieri degli 11 fari territoriali cittadini di Controcorrente: Michele Mangiafico, Sebi Musco, Massimo Fiumara, Omar Giardina, Giuseppe Vitale, Roberta Campisi, Francesco Fazzina, Christian Liistro, Fabio La Gioia, Salvo Genovese e Giuseppe Macca.
Dall’analisi della cartografia emerge una criticità significativa nel centro storico: l’area della Marina di Ortigia è classificata in Classe IV, mentre nelle immediate vicinanze sono presenti aree in Classe I, destinate alla massima tutela acustica.
Per Controcorrente, pur essendo formalmente possibile prevedere classi differenti nello stesso contesto urbano, questa scelta appare poco coerente con le finalità del Piano: la contiguità tra un’area ad intensa attività antropica e un’area che dovrebbe beneficiare della massima protezione dal rumore rischia di compromettere l’efficacia stessa della classificazione. Il problema, sottolinea il movimento, non riguarda solo i limiti di decibel previsti dalla normativa, ma il messaggio urbanistico che tale scelta trasmette: attribuire una Classe IV alla Marina significa consolidare quella porzione di Ortigia come principale polo dell’intrattenimento cittadino, in contrasto con la necessità di preservare il carattere storico, monumentale e residenziale dell’isola, patrimonio UNESCO.
Secondo Controcorrente, uno strumento di pianificazione non dovrebbe limitarsi a recepire le dinamiche già esistenti, ma governare i processi urbani orientando lo sviluppo verso un equilibrio tra esigenze economiche, tutela del patrimonio e qualità della vita. La classificazione della Marina in Classe IV rischierebbe invece di consolidare come definitiva una situazione che oggi rappresenta una delle principali fonti di conflitto tra residenti, operatori economici e visitatori.
Il movimento precisa di non voler limitare lo sviluppo economico della città né penalizzare turismo e ristorazione. La questione, spiegano, è individuare gli ambiti urbani più adatti ad accogliere le funzioni di intrattenimento, riducendo il conflitto con la residenza e il patrimonio storico: una città moderna non concentra tutte le attività nello stesso luogo, ma distribuisce le proprie centralità in maniera equilibrata.
Controcorrente propone di cogliere l’occasione del Piano acustico per avviare una più ampia riflessione sul riequilibrio delle funzioni urbane, individuando due nuovi poli:
• Viale Ermocrate – Via Elorina, area già caratterizzata da funzioni commerciali e produttive, minore densità residenziale e buona accessibilità, che potrebbe costituire un naturale prolungamento del centro urbano, alleggerendo la pressione su Ortigia;
• Santa Panagia – Targia, dove nascerebbe un nuovo waterfront contemporaneo capace di integrare funzioni culturali, ricreative, turistiche e di intrattenimento.
Per Controcorrente l’ambito costiero di Santa Panagia e Targia rappresenta una delle maggiori opportunità di rigenerazione urbana della città, grazie alla limitata presenza di insediamenti residenziali, alla buona accessibilità e a un patrimonio storico-paesaggistico oggi solo parzialmente valorizzato. Il nuovo waterfront potrebbe favorire il recupero di emergenze come la Tonnara di Santa Panagia, la Scala Monumentale, la Spiaggetta di Targia e la vecchia stazione ferroviaria di Targia — quest’ultima rifunzionalizzabile come punto di accesso al waterfront, hub per la mobilità sostenibile, spazio culturale o centro servizi — accompagnato da una rete di percorsi ciclabili e pedonali.
Qualunque intervento, precisa il movimento, dovrà svilupparsi nel pieno rispetto del Piano Paesaggistico e dei vincoli ambientali esistenti, secondo criteri di bioarchitettura, ecoedilizia e strutture leggere e reversibili.
“Ortigia, waterfront storico e monumentale, dedicato al turismo culturale, alla ristorazione di qualità e agli eventi compatibili con il contesto UNESCO. – dichiara Giuseppe Macca – Ermocrate-Elorina, waterfront urbano e commerciale di prossimità, capace di assorbire parte della vita serale vicina al centro, sfruttando aree già infrastrutturate e con minore densità abitativa. Santa Panagia-Targia, waterfront paesaggistico e naturalistico, dedicato al tempo libero, alla cultura, allo sport, alla mobilità dolce e a forme di intrattenimento compatibili con il paesaggio. In questo modo non si ‘sposta’ semplicemente la movida: si costruisce una nuova geografia urbana di Siracusa, nella quale ogni tratto di costa sviluppa una propria identità e una propria funzione, alleggerendo la pressione sul centro storico e valorizzando aree oggi marginali attraverso progetti di elevata qualità paesaggistica e ambientale. Questa, a mio avviso, è una visione strategica che va ben oltre il Piano acustico e potrebbe diventare un vero indirizzo di pianificazione per la città.”
“Ancora una volta – spiega Michele Mangiafico – l’amministrazione si conferma poco lungimirante e anche poco attenta alle esigenze non solo del cittadino ma anche del turista. Occasione mancata.”
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