Di chi è il Teatro Greco? La risposta sembra scontata, ma a Siracusa la domanda torna puntuale ogni volta che si parla di Fondazione INDA. A rilanciarla è Umberto Guidi, ex direttore del Teatro Greco, con una riflessione che sposta il tiro: meno statuti e organigrammi, più gestione del monumento.
Il quadro sulla carta
Le regole, in teoria, sono chiare. La Regione Siciliana è proprietaria del bene, il Parco archeologico autorizza l’uso del teatro e ne fissa le prescrizioni di tutela, l’INDA porta in scena la stagione classica sulla base di una convenzione. Per Guidi, però, la pratica è un’altra: negli anni la Fondazione “appare quasi come il padrone del Teatro: decide chi può utilizzarlo, come, quando e a quali condizioni”.
Convegni, no grazie
Guidi non crede alla strada dei dibattiti. Organizzare convegni sull’INDA, sul suo statuto e sulla governance è, scrive, “almeno per me, tempo perso”. Non perché i temi siano marginali, ma perché è difficile che sia quella la sede in cui incidere davvero. La partita, sostiene, è un’altra: “la partita vera non si gioca dentro l’INDA. Si gioca fuori”.
Il modello Taormina
La proposta parte da un principio: “Il Teatro Greco è un bene pubblico e dovrebbe essere gestito dal soggetto pubblico che ne ha la responsabilità, con regole chiare e uguali per tutti”. Il riferimento è al Teatro Antico di Taormina, dove, ricorda Guidi, il Parco gestisce il bene e i canoni per spettacoli ed eventi rientrano nella gestione del Parco. “Perché non potrebbe funzionare così anche a Siracusa?”.
Nella sua visione la Regione, direttamente attraverso il Parco o tramite un soggetto incaricato, si occuperebbe della parte tecnica e materiale: allestimenti, sedute, impianti, servizi, sicurezza, illuminazione. L’INDA arriverebbe per la propria stagione, userebbe una struttura già pronta, pagherebbe per l’utilizzo e per i servizi, e a fine attività lascerebbe il teatro agli altri. “L’INDA continuerebbe a fare l’INDA. Ma smetterebbe di essere, di fatto, anche il gestore del Teatro”. A stabilire calendario, condizioni, tariffe e criteri d’uso sarebbe la Regione, nel rispetto dei vincoli monumentali.
Una teoria campata in aria? Guidi ricorda che nel 2020 la stessa Regione ha già disciplinato con una convenzione il rapporto tra Parco e INDA, fissando “periodo di utilizzo, corrispettivi e prescrizioni”.
Una fondazione e la città
C’è poi il tema del territorio. Secondo l’ex direttore, l’INDA opera a Siracusa ma “appare spesso come un corpo estraneo rispetto alla città e al territorio”, mentre il sistema istituzionale sembrerebbe aver trovato “una sorta di tacito equilibrio”. Anche la politica interna pesa: il sindaco, in quanto presidente del CdA, “non vive certamente in una condizione di assoluta libertà” e deve costruire equilibri anche dentro la Fondazione.
Il nodo da sciogliere
Guidi anticipa l’obiezione più scontata: “la Regione è peggio: un carrozzone di raccomandati”. La sua risposta è un’alzata di spalle: se così fosse, non resterebbe che lasciare tutto com’è. Restano però aperte le domande pratiche: chi, con quali uomini e quali risorse, curerebbe ogni anno l’imponente macchina degli allestimenti? E con quali garanzie per la stagione classica? Su questo la proposta non entra.
Intanto l’INDA è senza il sovrintendente
Il dibattito si innesta in un momento delicato per la Fondazione. Dopo le dimissioni del sovrintendente Pitteri, l’ente è senza direttore artistico e per sceglierne uno nuovo servirà un nuovo avviso. Con le elezioni del 2027 all’orizzonte, il ministero della Cultura, organo di vigilanza dell’INDA, con ogni probabilità sarà meno operativo. Un vuoto che rischia di allungare i tempi proprio mentre si apre il tema della gestione.
Guidi, intanto, rivendica la natura della sua proposta: “Non serve fare una guerra all’INDA. Serve semplicemente riportare la gestione di un bene pubblico nelle mani del soggetto pubblico che ne è responsabile”. E chiude: “Non è una rivoluzione dell’INDA. È una rivoluzione nel modo di gestire il Teatro Greco”. Resta da vedere se Regione, Parco e INDA vorranno raccogliere la sfida.






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