Nuovi atti vandalici a Siracusa. Dopo il caso che nei giorni scorsi aveva sconvolto l’istituto comprensivo Martoglio-Verga di via Monsignor Caracciolo, tre notti di raid consecutivi, la biblioteca distrutta, gli estintori svuotati e la preside Clelia Celisi pronta a dormire tra i banchi pur di difendere la sua scuola, la città torna a fare i conti con l’inciviltà. Stavolta nel mirino sono finiti due impianti sportivi pubblici: la palestra Acradina di via Damone e il campo scuola intitolato a Pippo Di Natale.
I nuovi casi
I due episodi presentano un copione identico, che non è passato inosservato agli investigatori. Le porte sono state scardinate, gli arredi danneggiati, i registri strappati. Sui pavimenti, come già accaduto alla Martoglio-Verga, tracce di immondizia lasciata deliberatamente. La somiglianza tra i raid, la stessa modalità di accesso, gli stessi bersagli, lo stesso segno lasciato, ha spinto le forze dell’ordine ad ipotizzare che si celi un’unica mano o un gruppo organizzato.
La denuncia di Gibilisco
A denunciare pubblicamente l’accaduto è stato Giuseppe Gibilisco, Capo di Gabinetto del Comune di Siracusa e volto dello sport nell’amministrazione comunale. Medaglia d’oro ai Campionati del Mondo nel salto con l’asta, Gibilisco non ha usato mezzi termini nel definire quanto accaduto. Ha diffuso personalmente alcuni video che documentano i danni riportati dai due impianti, trasformando la denuncia in un atto di testimonianza diretta e pubblica. Un gesto che richiama, nello spirito, la stessa determinazione mostrata dalla preside Celisi: rifiutare il silenzio, non lasciare che la violenza si consumi nell’indifferenza.
Quadro inquietante
Il quadro che emerge è quello di una città alle prese con un’ondata vandalica senza precedenti recenti, che colpisce con continuità luoghi della comunità, scuole, palestre, campi sportivi, spazi che per definizione appartengono a tutti.






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