Ancora una notte di violenze al carcere di Cavadonna. Ieri sera, un ispettore e due agenti di Polizia Penitenziaria sono finiti al Pronto Soccorso dopo essere stati aggrediti da un gruppo di detenuti nel corso di una perquisizione straordinaria.
Il sequestro di cellulari e poi l’aggressione
A far scattare la violenza, secondo la ricostruzione diffusa dall’OSAPP, è stato il sequestro di alcuni cellulari trovati illegalmente in una cella: i detenuti avrebbero cercato di riprendersi i telefoni, scagliandosi contro il personale. Nella colluttazione i tre agenti hanno riportato diverse escoriazioni.
Durissima la reazione del sindacato. “Esprimiamo la nostra totale solidarietà e la massima vicinanza al personale aggredito in questa folle serata di violenza”, scrivono in una nota congiunta il coordinatore nazionale Quattrocchi, il segretario provinciale Argentino e il rappresentante sindacale Sommariva, che parlano di un istituto “ormai fuori controllo” e chiedono un intervento “urgente e non più rimandabile” da parte del Provveditorato e del Ministero della Giustizia. L’OSAPP arriva a invocare l’invio del GOM, il Gruppo Operativo Mobile, “per ristabilire la legalità e la disciplina”.
Il caso Cavadonna
L’episodio riaccende i riflettori su una situazione che a Cavadonna non si è mai davvero raffreddata. L’istituto era già stato teatro, tra fine agosto e inizio settembre, di rivolte e aggressioni che avevano portato il DAP a disporre l’invio di un nuovo comandante e il trasferimento di alcuni ispettori. A quel primo intervento si è aggiunto, nei giorni scorsi, l’annuncio di un piano di rafforzamento dell’organico per la Sicilia, 201 unità complessive, con priorità dichiarata proprio per Siracusa, che ha già sollevato più di un interrogativo: il deputato di Azione Fabrizio Benzoni ha presentato due interrogazioni parlamentari sul tema, mentre la referente del partito Diana Zingales ha messo in dubbio l’efficacia di un rinforzo fatto in gran parte di personale “appena formato”.
La nuova aggressione arriva proprio mentre il dossier Cavadonna è sul tavolo del Ministero della Giustizia, e rischia di rendere ancora più urgenti le risposte chieste da sindacati e politica sulla reale tenuta dell’istituto.






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