ROMA (ITALPRESS) – “Da due anni ci stiamo misurando con shock di ampiezza inusuale: la pandemia più importante dell’ultimo secolo, un aumento dei prezzi dell’energia di grandi proporzioni, una nuova guerra in Europa. Osserviamo un rallentamento dell’attività economica, una ripresa dell’inflazione, viviamo una nuova fase di grande incertezza. In Italia il quadro macroeconomico si è deteriorato bruscamente a causa dell’attacco miliare della Russia al’Ucraina”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Daniele Franco, intervenendo a un convegno organizzato dalla Consob. “Il governo è ripetutamente intervenuto per mitigare le ripercussioni per il forte shock sull’economia. Con quattro successivi decreti legge, è intervenuto con misure per oltre 30 miliardi. L’obiettivo è evitare che il Paese torni in recessione”, ha aggiunto. Per il ministro, inoltre, “non bisogna perdere di vita il problema principale: la bassa crescita. Dobbiamo porre termine a un ventennio di sostanziale stagnazione. Dal 2000 all’insorgere della pandemia, il Pil italiano è rimasto sostanzialmente stagnante. La bassa crescita riflette fattori diversi, innanzitutto la debole dinamica degli investimenti in capitale fisico. Gli investimenti fissi lordi complessivi nel 2019 costituivano il 18% del Pil, a fronte di una media Ue del 22%. Dopo la flessione 2020 nel 2021 c’è stata una inversione di tendenza con una incidenza pari al 20%, puntiamo a raggiungere il 22% nei prossimi anni in linea con la media europea. Larga parte degli investimenti dovrà essere effettuata dal settore privato, specialmente dalle imprese”, ha concluso Franco.
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