Si è conclusa con l’applicazione dei domiciliari e del braccialetto elettronico l’escalation di violenza e terrore che ha visto protagonista un uomo di 50 anni, residente a Erice, accusato di aver perseguitato per mesi la sua ex fidanzata. La misura cautelare, eseguita dagli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Marsala su disposizione della Procura lilibetana, mette fine a una sequenza di atti persecutori, minacce e incendi dolosi che avevano trasformato la vita di una donna marsalese in un incubo.
L’indagine ha preso il via dalle numerose denunce presentate dalla vittima, esausta e spaventata dalle condotte dell’ex compagno, incapace di rassegnarsi alla fine della loro relazione. Il primo grave episodio risale allo scorso 17 ottobre, quando l’uomo avrebbe costretto la donna a salire sulla propria vettura dopo averle danneggiato il cellulare per impedirle di chiedere aiuto ai figli, minacciandola di morte e privandola della libertà personale.
Da quel momento, l’ossessione dell’indagato si è trasformata in una vera e propria strategia del terrore. Appostamenti sotto casa e nei luoghi frequentati dalla vittima si sono alternati a messaggi minatori pubblicati sui social network. Tuttavia, è nel mese di gennaio che la violenza ha subito un’impennata preoccupante. Nella notte tra l’8 e il 9 gennaio, l’auto della donna è stata data alle fiamme; poche ore prima, l’uomo ne aveva squarciato uno pneumatico con un coltello.
Nonostante l’emissione immediata di un ammonimento per stalking e di un foglio di via obbligatorio da Marsala firmati dal Questore di Trapani, il cinquantenne non si è fermato. Sfidando i provvedimenti dell’autorità, nella notte del 31 gennaio è tornato in città per incendiare una seconda vettura, quella del figlio della vittima, parcheggiata proprio davanti all’abitazione della signora.
Il quadro indiziario raccolto dagli investigatori ha spinto il GIP del Tribunale di Marsala a emettere la misura degli arresti domiciliari, ritenuta l’unica idonea a interrompere il ciclo di violenze e a tutelare l’incolumità della donna e dei suoi familiari. L’uomo, fino ad ora incensurato, dovrà ora rispondere dei reati di violenza privata, minaccia aggravata, atti persecutori e danneggiamento seguito da incendio.






Commenta con Facebook