A pochi mesi dalle prossime elezioni comunali, Marsala si ritrova in una fase politica complessa e ancora tutta da definire. Tra candidature che cambiano, equilibri di coalizione in movimento e un clima generale di incertezza, la città sembra attraversare un momento di transizione delicato. In questo scenario si inserisce la voce dell’avvocato Luigi Pipitone, giovane penalista marsalese, impegnato politicamente, che osserva con attenzione – e spirito critico – l’evoluzione del dibattito pubblico locale.

Con lui abbiamo parlato non solo delle dinamiche elettorali, ma anche del bisogno di rinnovamento generazionale nella politica, a Marsala come nel resto del Paese. Un confronto che tocca il tema della responsabilità civica, della partecipazione giovanile e del valore delle figure istituzionali che, nel tempo, hanno saputo coniugare presenza umana e impegno politico.

Ecco l’intervista.

Avvocato Pipitone, grazie per aver accettato di parlare con noi. Le elezioni comunali di Marsala 2026 si avvicinano: qual è la sua prima lettura della fase politica che sta vivendo la città?

Dal mio punto di vista Marsala sta vivendo un momento di forti tensioni e incertezze, soprattutto sul fronte delle candidature e delle coalizioni. Dopo il ritiro di alcuni candidati – come la decisione di Nicola Fici di non proseguire nella corsa a sindaco – il quadro politico della città risulta piuttosto confuso e aperto.

Molti cronisti parlano di una politica stagnante, con poco rinnovamento rispetto alle classi dirigenti consolidate: lei cosa ne pensa?

È un’osservazione che condivido. Credo sinceramente che Marsala come tante altre città italiane abbia bisogno di nuova linfa vitale, di energie giovani che sappiano coniugare competenza, visione e un rapporto autentico con i cittadini. La politica non può restare un club di nomi già noti: serve ricambio, entusiasmo e partecipazione reale.

Lei parla spesso di “giovani in politica”: cosa può portare veramente una generazione più giovane alla guida della città?

Le nuove generazioni hanno un modo diverso di leggere i problemi sociali, economici e civici: sono cresciute in un’epoca di cambiamento, tecnologie, reti sociali e nuove forme di partecipazione. Questo non significa automatismi, ma significa capacità di innovare, di ascoltare e di coinvolgere. La politica deve essere più aperta, meno autoreferenziale.

Ma guardando oltre i singoli nomi, come valuta la dimensione generale della politica marsalese?

Credo che la politica locale – come quella nazionale – debba andare oltre la narrazione dei soliti protagonisti e aprirsi davvero alle nuove idee. Non si tratta solo di età anagrafica, ma di atteggiamento, competenze e capacità di ascolto. Ci vuole chi abbia il coraggio di riformulare priorità e relazioni con i cittadini.

In vista del voto, un messaggio per i cittadini di Marsala?

Invito tutti a riflettere con serenità ma anche con senso critico. La democrazia si costruisce non soltanto alle urne, ma nella partecipazione quotidiana alla vita civile. È il momento di guardare al futuro con ottimismo e responsabilità: Marsala m


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