Una complessa operazione condotta dai carabinieri della sezione operativa del Nor della compagnia di Marsala ha portato all’arresto di due fratelli marsalesi, ora in custodia cautelare in carcere. Il provvedimento, emesso dal gip del Tribunale lilibetano su richiesta della procura, delinea un quadro investigativo inquietante che spazia dalla coltivazione di stupefacenti alla detenzione di armi, fino alla violenza domestica e al furto di energia elettrica.

L’inchiesta ha subito un’accelerazione decisiva lo scorso 10 dicembre, quando una richiesta di aiuto al 112 ha segnalato un inseguimento in corso. La vittima ha riferito di essere braccata dai due indagati i quali, non riuscendo a rintracciarlo, si erano diretti presso la sua abitazione.

Una volta sul posto, i due fratelli avrebbero sfondato la porta d’ingresso, aggredito l’anziana madre dell’uomo con una testata al volto ed esploso un colpo di pistola a scopo intimidatorio. L’intervento immediato dei militari ha evitato che la situazione degenerasse ulteriormente, permettendo di cristallizzare la scena del crimine e raccogliere le prime testimonianze.

Le indagini hanno permesso di ricostruire il movente della spedizione punitiva. I due arrestati avrebbero sorpreso l’uomo mentre tentava di sottrarre due piante di cannabis da un garage nella loro disponibilità. L’allarme anti-intrusione del locale ha allertato i fratelli, scatenando la violenta reazione.

La successiva perquisizione nel magazzino, situato in pieno centro urbano a Marsala, ha rivelato l’esistenza di una serra professionale per la produzione di cannabinoidi. Dentro sono state rinvenute 64 piante di cannabis pronte per essere immesse nel mercato locale, alimentate da impianti di aerazione e riscaldamento collegati abusivamente alla rete elettrica pubblica.

A rendere solido l’impianto accusatorio sono stati i rilievi tecnici effettuati nell’immediatezza dei fatti. Oltre al ritrovamento dei bossoli, i Carabinieri hanno sottoposto i sospettati alla prova dello “stub”, che ha confermato la presenza di tracce fresche di polvere da sparo sui loro indumenti. Questo elemento, unito alla ricostruzione della violazione di domicilio e delle minacce armate, ha spinto l’autorità giudiziaria a disporre la massima misura cautelare.

Al termine delle procedure di rito, i due fratelli sono stati trasferiti presso la casa circondariale di Trapani. Sebbene gli indizi raccolti siano stati definiti gravi dal Gip, le indagini preliminari proseguono per definire ogni dettaglio della vicenda, ricordando che la colpevolezza degli indagati sarà accertata solo in sede di sentenza definitiva.