Ha tentato di accoltellare il prof di tecnologia davanti ai compagni e lo ha fatto riprendendosi con il telefonino ma non sembra pentito del suo gesto. E’ quanto emerge dopo gli interrogatori del dodicenne ascoltato per ore dalla procuratrice per i minorenni di Palermo.
Le indagini
Sono complesse e delicate le indagini sul gesto del ragazzino 12enne che venerdì si è presentato a scuola armato di due coltelli e ha tentato di aggredire il professore di tecnologia davanti ai compagni di classe terrorizzati in una scuola in provincia di Trapani.
Ad ascoltarlo, oltre la procuratrice dei minori, c’era anche una equipe di psicologi: poco più di un bambino e già alle spalle una vicenda che avrebbe potuto avere conseguenze molto più drammatiche.
La violenza, ne sono convinti gli inquirenti, era stata programmata da giorni. Lo raccontano i post pubblicati dal ragazzino sul proprio profilo Tik Tok prima e sul Telegram dopo. Solo poche ore prima del fatto aveva scritto in inglese “non incolpatemi per quello che farò” e qualche giorno prima aveva postato parole che lasciano pensare all’intenzione di colpire diversi insegnanti: “la mia più grande paura è non riuscire a farne nemmeno uno”.
Poteva essere una strage di insegnanti
Gli investigatori sono convinti che sarebbe potuta essere una strage e hanno sequestrato tutti i dispositivi elettronici in possesso dello studente che, venerdì mattina, prima di entrare in classe si è cambiato in bagno, ha indossato un caschetto da bici su cui ha incastrato con lo scotch il cellulare con il quale ha fatto una diretta Telegram della tentata aggressione. Anche la diretta era stata annunciata su Tik Tok ma viene smentita la l’ipotesi che dietro l’aggressione ci fosse una challenge social.
In tanti, però, sapevano delle sue intenzioni. Alcuni dei contatti social del 12enne, che in 24 ore ha raddoppiato i suoi follower, avevano quantomeno intuito le sue intenzioni. Preoccupanti anche i commenti dopo che l’accoltellamento è stato bloccato: molti utenti lo deridono perché la sua “missione” è fallita.
Indagini sui contatti social
La procura ha avviato un’inchiesta parallela sui contatti social. Su quelli che hanno seguito la diretta, su quelli che oggi commentano l’insuccesso e su quelli che cercano le immagini di quanto accaduto.
Il 12enne non è imputabile, ma i magistrati per i minorenni stanno valutando se affidarlo a una struttura specializzata.
L’Assessore all’Istruzione della Regione: “Voglio incontrare prof e ragazzo”
Nei prossimo giorno a San Vito Lo capo si recherà l’assessore regionale all’Istruzione Mimmo Turano che peraltro è trapanese “Quanto avvenuto nella scuola media di San Vito Lo Capo lascia senza parole. Al docente che ha fermato l’alunno che ha cercato di colpirlo con un coltello mentre con il telefono trasmetteva la scena in diretta su Telegram va la mia vicinanza e quella dell’Assessorato regionale all’Istruzione. Così come sono vicino ai compagni di classe del bambino per aver assistito sui social a un evento che li ha lasciati sotto choc”.
“Nei prossimi giorni farò visita all’Istituto per portare la mia solidarietà e quella della Regione Siciliana a tutta la comunità scolastica. Intendo incontrare anche il bambino che ha compiuto quel gesto e la sua famiglia”.
“Serve una riflessione seria sull’uso dei social per i minori, che spesso navigano in rete imbattendosi in contenuti pericolosi. Davanti alla violenza e al disagio dobbiamo fare quadrato”, conclude.






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