Un devastante incendio ha trasformato i festeggiamenti di Capodanno in una tragedia senza precedenti nella località sciistica di Crans-Montana, in Svizzera.

47 persone sono morte nel rogo divampato all’interno del locale notturno Le Constellation, mentre più di 115 persone sono state trasportate in ospedale, di cui circa 60 in condizioni critiche.

Tra i sopravvissuti c’è Ferdinand Du Beaudiez, uno studente di 19 anni che si trovava nel locale con sette amici, tra cui suo fratello e la fidanzata. Il suo racconto, riportato da The Sun, è un documento angosciante e di rara intensità.

Il caos tra le fiamme: “Ho urlato a tutti di uscire”

Ferdinand si trovava all’interno del bar quando sono scoppiate le fiamme, originate — secondo quanto riferito dalla polizia — nel seminterrato del locale, che disponeva di una sola scala per l’uscita.

“Ho preso il braccio della mia ragazza e ho urlato a tutti: ‘uscite’” – ha raccontato. “C’erano così tante persone sulle scale che cercavano di scappare che ho perso il suo braccio. Sono arrivato in cima alle scale ma sono caduto a terra”.

Il ritorno tra le fiamme: “Non potevo lasciarli lì”

Nonostante fosse riuscito a raggiungere l’uscita, Ferdinand ha deciso di tornare indietro.

“Cercavo mio fratello, la mia fidanzata e i miei amici. Non potevo pensare di lasciarli nel fuoco mentre io ero vivo all’esterno”.

Nel tentativo disperato di salvarli, ha chiuso gli occhi, coperto il viso con le braccia e si è tuffato tra le fiamme.

“In quel momento, suppongo che qualcuno abbia aperto la porta principale. L’aria fredda è entrata e ha alimentato l’incendio, trasformandolo in una palla di fuoco. L’ho sentita sopra la mia testa e mi ha bruciato leggermente il collo. Non riuscivo più a respirare, così, in un ultimo tentativo, ho preso il piede del tavolo e mi sono trascinato fuori”.

I corpi carbonizzati: “Potevo vedere solo i denti”

Durante il suo secondo ingresso nel locale in fiamme, Ferdinand ha trovato una persona stesa sulle scale: “Era completamente bruciata. Non riuscivo a capire se fosse un uomo o una donna. Potevo solo vedere i denti”.

Ferdinand è riuscito a trascinarli all’esterno, ma al suo secondo rientro l’ambiente era ormai irrespirabile e saturo di fumo, rendendo impossibile qualsiasi altro soccorso.

Cure d’urgenza e codici di gravità

Ferdinand è stato portato in un centro sportivo trasformato in posto medico avanzato, dove i feriti hanno ricevuto coperte termiche e maschere per le ustioni.

“Con il passare del tempo arrivavano sempre più persone, sempre più ustionati. A quel punto, medici e vigili del fuoco hanno iniziato a dividere i pazienti in categorie. Io ero nella categoria verde. C’era anche la gialla, poi la rossa, e suppongo la nera, ma quelli erano già stati portati negli ospedali”.

Suo fratello, inizialmente disperso, è stato poi trovato e ricoverato. Al momento è in coma, ma secondo i medici potrebbe riprendersi.

La conferma della polizia: “Incendio partito dal seminterrato”

Il comandante della polizia, Frédéric Gisler, ha confermato che le fiamme sono partite dal piano interrato, e che all’interno del locale si è creata una situazione di schiacciamento mentre le persone cercavano di fuggire disperatamente.

I soccorritori parlano di scene di panico, con “persone che urlavano e correvano per salvarsi la vita”, mentre le fiamme avvolgevano l’intero edificio.

Una tragedia internazionale: vittime anche minorenni

Tra le vittime già identificate, figura Emanuele Galleppini, 16 anni, giovane promessa del golf italiano.

Molti dei feriti sono adolescenti tra i 15 e i 18 anni, in vacanza con famiglie o gruppi scolastici. I superstiti, alcuni gravemente ustionati, sono stati trasferiti in vari ospedali in Svizzera, Francia, Germania e Belgio.

Le famiglie: “Aspettiamo con angoscia i nomi delle vittime”

La fase di identificazione dei corpi si preannuncia lunga e dolorosa. A causa dell’elevato livello di carbonizzazione, si sta procedendo con l’analisi del DNA e dei denti per cercare di dare un nome alle vittime.

Una madre, Laetitia Brodard, è ancora in cerca del figlio Arthur, 16 anni, e di nove suoi amici: “Non lo vedo da quella sera tragica. Non vedeva l’ora di festeggiare Capodanno con i suoi compagni. Avevano prenotato un tavolo. Di quei 11 ragazzi, solo uno è stato ritrovato. Tutti gli altri risultano ancora dispersi”.