Non c’era molta gente alla Parrocchia di S.Filippo Neri in questa domenica di gennaio dopo l’atto intimidatorio alla chiesa dello ZEN.

Diversi poliziotti in borghese lungo i fianchi della chiesa, due graziose carabiniere ben truccate all’ingresso, un ottantina di fedeli del quartiere, non molti alla messa delle 11, la più frequentata. C’era il Sindaco Lagalla con la moglie, che portava un messaggio di vicinanza e solidarietà. Non c’erano consiglieri comunali,  di quartiere, i deputati regionali che si fanno vedere solo per il voto.

Contro una chiesa si può sparare in Africa, forse in Colombia, ma non in Europa. Ma lo ZEN tutto è tranne che Europa. La Merkel non lo conosce, ne il quartiere conosce lei.

Accanto alla chiesa, sul retro, una macchina bruciata, forse dopo il furto e l’asportazione dei pezzi di ricambio, uno dei mestieri abituali di questo quartiere, insieme ad altri. A fianco della chiesa su una balaustra c’erano tre “barbudos”, che osservavano come sentinelle chi andava in chiesa.  Non erano di passaggio, c’erano prima della messa, in appostamento, e c’erano all’uscita. 

Padre Giandalia il parroco dello ZEN, parla chiaro, dritto, senza urlare ma senza sconti. Soprattutto ai suoi fedeli. Questi ragazzi, radunati in gang giovanili, che hanno armi da fuoco, sparano, sono pericolosi perché sono disperati, in preda al disagio. In una bolla di realtà distorta, da falsi miti e assenze. Assenze di istruzione, di famiglia, di istituzioni. Non c’è luce allo ZEN, tranne quella dei roghi di montagne di immondizia, presente in tutto il quartiere. Tu Rap non passi e noi diamo fuoco. 

C’è un’altra chiesa a Palermo circondata da immondizia e carcasse di auto bruciate?

No, solo allo ZEN, un mondo a parte dove le istituzioni hanno fallito, tutte indistintamente.

Esco da quella messa con il respiro corto, ho il fiato di dire al Sindaco di rimuovere, per favore, quel monumento di indecenza dell’auto bruciata a fianco del tempio di Cristo.

Nostro Signore ci ricorda il parroco Giandalia non era un intellettuale, era un artigiano, un uomo del fare. E qui allo ZEN c’è tanto da fare, una montagna di lavoro da fare. Ci vorrebbe un PNRR solo per questo quartiere. Rifare scuole, campi sportivi,  palestre, giardini, parchi gioco, centri per anziani e luoghi per giovani. Luoghi in cui si può non sparare, spacciare o sopraffare qualcuno. 

In foto il retro della chiesa con la sua personale discarica con auto bruciata.


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