La politica siciliana si appresta a rientrare nel vivo delle sue tensioni. Lo farà con un vertice di maggioranza che potrebbe tenersi già questa settimana. la metà di gennaio, infatti, rappresenta uno spartiacque non da poco. Domani, martedì 13 gennaio, riapre l’Ars. Nella mattina i corridoi di Palazzo dei Normanni torneranno a popolarsi per la convocazione delle Commissione parlamentari mentre, a partire dalle 15, si trona a sala d’Ercole,. La prima seduta vede, all’ordine del giorno, la trattazione della riforma degli Enti locali. Si parlerà anche del possibile terzo mandato per i sindaci dei comuni minori
Una riforma che cambia le regole quasi in corsa
Una riforma che potrebbe cambiare le regole in corsa, o quasi, visto che a giugno si vota per le amministrative 2026 (le date sono ancora da stabilire ma il periodo è quello).
E mentre l’aula discute delle regole con cui si andrà a votare i partiti dovranno scegliere i propri candidati. Al rinnovo ci saranno ben 65 comuni e fra questi ce ne saranno di importanti a partire da due capoluoghi: Agrigento ed Enna ma seguiti da città importanti come Marsala, Termini Imerese, Carini, Augusta. Oltre 700 mila gli elettori chiamati alle urne rappresentano circa un settimo del corpo elettorale siciliano.
Il vertice di maggioranza e la riforma
Nonostante si parli da tempo di rimpasto probabilmente il vertice di maggioranza che sarà convocato a breve (se non questa settimana poco dopo) dovrà affrontare, prima di tutto, le scelte su questa riforma: farla sicuramente ma quando farla entrare in vigore? Il terzo mandato per i sindaci dei comuni al di sotto dei 15mila abitanti scatterà da subito o dal prossimo mandato? Una differenza importante anche nel percorso di scelta dei candidati per il quale non si può aspettare troppo
Il rimpasto
Il rimpasto in giunta è l’altro nodo. Le scelte vanno fatte anche lì. Sicuramente ci sono due caselle da coprire, quelle degli ex assessori Dc rimaste vuote, ma la richiesta dio FdI di avere la sanità, attualmente occupata da un tecnico in carico a Forza Italia, ma indicata dagli alleati come vicina anche alla Lega, Daniela Faraoni, cambia tutti gli equilibri.
Fratelli d’Italia in cambio al governatore offre la sostituzione di Elvira Amata e Roberto Scarpinato, la prima indagata, il secondo da sempre non gradito al governatore. Se uno dei due nuovi ingressi fosse, come sembra, Ella Bucalo, per Scarpinato si aprirebbe la porta del senato per sostituire la senatrice che diventa assessore
Il commissario Luca Sbardella parla di questioni che saranno affrontate nel corso di un vertice di maggioranza imminente. Sul tavolo anche la richiesta di un assessore in più degli autonomisti (che attualmente contano solo su Paolo Colianni), le pressioni di Forza Italia che vuole mettere in giunta deputati al posto degli assessori tecnici e, sullo sfondo, una Democrazia Cristiana
che non trova pace nel dopo Cuffaro con l’area di Ignazio Abbate (Relatore della legge di riforma degli Enti locali, fra l’altro) che sembra pronta a transitare altrove per trovare posto in giunta, almeno uno.
Il fulcro elezioni
Ma i vertici (sì, probabilmente ne serviranno più di uno) non serviranno solo per fare un difficile rimpasto. Ci sono da scegliere i candidati per le amministrative di giugno a cominciare dai due capoluoghi di provincia al rinnovo, Agrigento e soprattutto Enna, dove già la spaccatura della coalizione sembra già piuttosto profonda con nomi per il candidato sindaco che arrivano a grappoli: 2 da Forza Italia(delle due diverse anime) uno da Fratelli d’Italia e poi c’è la proposta MpA che nell’Ennese sembra davvero forte






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