Niente udienza preliminare davanti al Gip il prossimo 21 gennaio per il Presidente dell’Ars Gaetano Galvagno. Il golden boy di Fratelli d’Italia accusato dalla procura di Palermo di corruzione, peculato e falso ideologico, ha scelto il rito immediato. Lo aveva annunciato a dicembre adesso il suo collegio difensivo ha depositato l’istanza che prevede di saltare il passaggio davanti al Gup e andare direttamente a processo. La prima udienza è fissata il 4 maggio e insieme a Galvagno ci sarà anche il suo autista Roberto Marino che ha avanzato analoga istanza.

Galvagno cerca di accorciare i tempi del giudizio

Per Galvagno così come per i suoi avvocati, Vittorio Manes, Ninni Reina e Antonia Lo Presti, si tratta di giungere al più presto alla verità sui fatti nella convinzione di non aver commesso alcun reato.

Le accuse mosse al Presidente dell’Ars

Le accuse riguardano un finanziamento da 11 mila euro rilasciato dalla Presidenza dell’Ars per l’evento Donne economia e potere della Fondazione Bellisario dell’imprenditore Marcella Cannariato. Altri contributi sarebbero stati rilasciati per altri eventi dalla Fondazione Federico II, braccio culturale dell’Ars, di cui Galvagno è Presidente ma le accuse, confermate per l’ex portavoce Sabrina De Capitani, sono state, invece, cassate nell’atto di richiesta di rinvio0 a giudizio mosso nei confronti di Galvagno aggiornato dopo aver ascoltato il Presidente dell’ars nell’interrogatorio preventivo stabilito dalla riforma del codice di procedura penale.

Il peculato riguarda, invece, l’uso dell’auto blu. Ben 60 gli episodi di uso improprio o privato contestati. Anche qui la difesa è convinta che tutto sia spiegabile con una errata interpretazione del regolamento di uso dell’auto di rappresentanza (e non di servizio).

Gli altri imputati che seguono, invece, il rito ordinario e compariranno davanti al Gup

Il 21 gennaio, invece, davanti al Gup, compariranno gli altri imputati, ovvero l’ex Portavoce di Galvagno, Sabrina De capitani e l’imprenditrice Marcella Cannariato già imputata anche nell’altro procedimento che riguarda, invece, l’assessore Elvira Amata