Una tripla terapia mirata ha eliminato nei topi l’adenocarcinoma duttale pancreatico, la forma più aggressiva di tumore al pancreas: lo studio è stato pubblicato su Pnas e presentato dal gruppo del CNIO guidato da Mariano Barbacid. Il risultato apre una strada promettente ma, avverte lo stesso Barbacid, non è pronta per l’uomo: per arrivare ai trial clinici servono tempo e finanziamenti.

Cosa è stato ottenuto nei topi

Nei modelli murini usati nello studio, la combinazione di tre farmaci ha portato a una regressione completa delle masse tumorali e a una risposta descritta come stabile e duratura, con un’osservazione prolungata oltre i 200 giorni senza recidive.

Perché questa combinazione è diversa

Il punto chiave è l’attacco contemporaneo su più fronti. I ricercatori hanno combinato:

  • un inibitore di KRAS, indicato come uno dei principali motori del tumore pancreatico

  • un inibitore di EGFR

  • un inibitore di STAT3

L’idea è ridurre la possibilità che il tumore “scappi” attivando vie alternative, un limite tipico delle terapie a bersaglio singolo.

Le parole di Barbacid e la cautela sul passaggio all’uomo

Durante la presentazione dei dati, Barbacid ha rivendicato il salto ottenuto nei modelli sperimentali: «Per la prima volta abbiamo ottenuto una risposta completa, duratura e a bassa tossicità contro il cancro al pancreas in modelli sperimentali».

Poi ha frenato gli entusiasmi sul trasferimento immediato ai pazienti, ricordando che oggi non ci sono ancora le condizioni per avviare studi clinici con questa stessa tripla combinazione. «Gli studi clinici sono complessi. Nel migliore dei casi, e se riusciamo a ottenere i finanziamenti necessari, parliamo di due o tre anni».

Effetti collaterali: il dato che rende la notizia più interessante

Oltre all’efficacia, nello studio viene segnalata una riduzione degli effetti collaterali e l’assenza di una tossicità osservabile nei topi, un aspetto che pesa molto quando si parla di terapie combinate. È un punto che, se confermato, potrebbe rendere l’approccio più “trasferibile”, ma solo dopo i passaggi di sicurezza richiesti.

Perché il tumore al pancreas è una sfida enorme

L’adenocarcinoma duttale pancreatico viene indicato tra i tumori con i tassi di sopravvivenza a cinque anni più bassi. Una parte del problema è la diagnosi spesso tardiva, un’altra è la tendenza del tumore a sviluppare resistenza. In questo quadro, un approccio multi-bersaglio mira proprio a colpire il nodo della resistenza.

La distanza tra topi e pazienti: cosa manca davvero

La notizia non è “la cura pronta”. È un risultato preclinico forte che ora deve affrontare:

  • studi di sicurezza e ottimizzazione

  • definizione di dosaggi e schemi tollerabili

  • organizzazione dei trial clinici

C’è anche un tema pratico: per passare alla sperimentazione clinica servono risorse importanti. Barbacid ha quantificato così l’ordine di grandezza: «Servono almeno 30 milioni di euro, perché non stiamo parlando di un solo farmaco, ma di tre».

Link dello studio qui.

FAQ 

La tripla terapia è già disponibile per i pazienti?
No. I risultati citati riguardano studi preclinici su modelli murini. Prima dell’uso sull’uomo servono studi di sicurezza, dosaggi e trial clinici.

Che tumore è quello trattato nello studio?
L’adenocarcinoma duttale pancreatico (PDAC), la forma più diffusa e aggressiva di tumore del pancreas.

Quali bersagli colpisce la combinazione di farmaci?
Tre vie: KRAS, EGFR e STAT3. L’obiettivo è bloccare più “motori” del tumore insieme, riducendo la possibilità di resistenza.

Perché nei topi è importante la “assenza di recidiva”?
Perché uno dei problemi del PDAC è la capacità di ripresentarsi e di sviluppare resistenza: una risposta duratura nei modelli sperimentali è un segnale forte, pur non traducendosi automaticamente in efficacia clinica.

Quanto tempo potrebbe servire per arrivare a test sull’uomo?
Secondo quanto riportato nelle fonti, nel migliore dei casi si parla di 2-3 anni, ma dipende da finanziamenti e passaggi obbligati.

Perché servono tanti fondi?
Perché non si tratta di un singolo farmaco, ma di tre in combinazione: la preparazione dei trial e la produzione/gestione clinica sono più costose e complesse.

Cosa significa “bassa tossicità” nei topi?
Che nei modelli murini gli effetti collaterali osservati sono risultati contenuti. È un dato incoraggiante, ma va verificato con studi di sicurezza nell’uomo.

Lo sapevi che?

Il tumore al pancreas è tra i più difficili da trattare anche perché spesso viene scoperto tardi: per questo la ricerca sta puntando sempre più su terapie mirate e combinazioni di farmaci, pensate per ridurre la resistenza e mantenere l’efficacia nel tempo.