Intesa tra Regione Siciliana e ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale per la promozione dell’Italia all’estero e per il rafforzamento dei processi di internazionalizzazione delle imprese siciliane. Il protocollo è stato firmato questa mattina, a margine dell’incontro tra la delegazione della Farnesina e il mondo produttivo siciliano, dal dirigente generale del dipartimento delle Attività Produttive della Regione Siciliana Dario Cartabellotta e dal direttore generale per la Crescita e la promozione delle esportazioni del ministero Mauro Battocchi.

A cosa serve l’accordo

L’accordo, il primo con una Regione, è finalizzato a sviluppare, promuovere e sostenere iniziative congiunte per favorire l’internazionalizzazione del sistema economico, scientifico e culturale siciliano, rafforzando il posizionamento delle imprese e degli attori culturali regionali sui mercati esteri, valorizzando le eccellenze del territorio nell’ambito delle strategie del “sistema Paese”.

In particolare, Regione e Ministero collaboreranno per sostenere lo sviluppo all’estero delle imprese siciliane e delle relative filiere produttive, incrementando il grado di internazionalizzazione, il livello delle esportazioni e la valorizzazione del patrimonio culturale e creativo dell’Isola.

I soggetti attuatori saranno l’assessorato delle Attività produttive della Regione, con lo sportello Sprint Sicilia, e la Direzione generale per la crescita e la promozione delle esportazioni del ministero.

Tamajo: “Serve uno scatto in più”

Sul suo blog l’assessore alle Attività produttive commenta: “La Regione Siciliana sta facendo la sua parte e il lavoro di coordinamento con il Governo nazionale è fondamentale. Ma ora serve uno scatto in più. Dobbiamo accompagnare le imprese non solo nella fase dell’emergenza, ma anche in quella della ripartenza, sostenendo chi investe, chi esporta e chi continua a credere in questa terra”.

“La Sicilia è abituata a rialzarsi. Lo ha fatto tante volte, anche quando tutto sembrava più difficile. Ma rialzarsi non significa solo resistere: significa guardare avanti, proteggere il lavoro, difendere la produzione e dare fiducia a chi ogni giorno tiene aperta un’azienda. È questa la direzione. Ed è su questa strada che dobbiamo continuare a camminare, insieme”.